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Peter Neumair e Laura Perselli uccisi a Bolzano

Peter e Laura uccisi a Bolzano, il figlio Benno Neumair condannato all’ergastolo

Ergastolo per Benno Neumair: il 31enne bolzanino è stato condannato per aver ucciso il 4 gennaio 2021 i genitori, Peter Neumair 63 anni e Laura Perselli 68 anni.
A cura di Susanna Picone
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Benno Neumair è stato condannato all'ergostolo con un anno di isolamento diurno dalla Corte d’assise di Bolzano per l’omicidio dei genitori Peter e Laura Perselli a Bolzano, delitto compiuto il 4 gennaio del 2021. Questa la decisione della Corte presieduta da Carlo Busato. La sentenza è arrivata nel tardo pomeriggio di oggi.

L’imputato, 31 anni, non si è presentato in aula per le ultime udienze del processo a suo carico, c’era invece la sorella Madè. Giovedì, dopo una lunga requisitoria, l’accusa aveva chiesto l'ergastolo per Benno Neumair. La richiesta era stata formulata dai sostituti procuratori Igor Secco e Federica Iovene.

La difesa, come tra l’altro fatto per tutta la durata del processo, aveva puntato sul dimostrare la seminfermità mentale dell’uomo, dicendo che "ad armare la sua mano è stata la malattia". Posizione non condivisa dall’avvocato di parte civile Carlo Bertacchi, che nelle sue conclusioni del processo aveva detto invece che "Benno Neumair era completamente sano di mente quando ha ucciso suo padre, sua madre e quando si è liberato dei corpi".

Benno Neumair col padre Peter
Benno Neumair col padre Peter

Era il 4 gennaio 2021 quando Benno Neumair – laureato in scienze motorie e supplente di matematica in una scuola media – uccide strangolandoli entrambi i genitori nella loro casa a Bolzano. Dopo il delitto, l’uomo avrebbe gettato i corpi di Laura Perselli, 68 anni, e Peter Neumair, 63 anni, nelle acque del fiume Adige.

Per diverse settimane Benno ha negato qualunque tipo di responsabilità in ordine alla scomparsa dei genitori. Poi, alla fine di gennaio, il giovane si è costituito ed è finito in carcere. Il corpo della mamma veniva rinvenuto il 6 febbraio 2021. Un ritrovamento che avrebbe finito con il determinare la confessione da parte del figlio. Il corpo di Peter Neumair, come quello della moglie gettato nel fiume, è stato ritrovato solo ad aprile.

La linea della difesa: "Aspettiamo motivazioni, decideremo se impugnare"

"Aspetteremo le motivazioni della sentenza, e a seconda delle motivazioni decideremo se impugnare. Era difficile evitare l'ergastolo a Benno, ma noi andremo avanti con la nostra battaglia". È questo il commento a caldo dell'avvocato Angelo Polo, difensore di Benno Neumair. Visti gli orari dei colloqui in carcere, gli avvocati non potranno avvisare Neumair prima di lunedì: "Andremo a dirglielo, ma lo saprà prima dai media. È difficile dire se se lo aspettasse o meno – ha continuato il legale – Benno sta come è sempre stato negli ultimi 30 anni, come un malato di mente".

La sorella di Benno Neumair: "Non è una vittoria, non so se lo perdonerò"

"Questa non è una vittoria. Non è un traguardo. È la fine di un capitolo che è stato molto doloroso, in quest'ultimo anno e forse se qualcuno mi avesse detto prima quanto doloro sarebbe stato forse avrei pensato di non farcela", ha detto Madè Neumair, sorella di Benno, dopo aver ascoltato in aula la lettura della sentenza di condanna all'ergastolo del fratello. "Oggi abbiamo finito la giornata, speriamo che ci possa dare un po' di pace. Poi non è che questa pena o le motivazioni che leggeremo ci ridaranno la mamma e il papà. Però forse ci darà un po' di pace per quanto si possa avere pace dopo questo sconvolgimento – ha aggiunto – Penso che la giuria abbia deciso quello che in questo momento è sembrato giusto. Penso che sia giusto. Non so se lo perdonerò è una domanda così difficile che non ci sto pensando. Non sto pensando a lui in questo momento ma alla mamma e al papà".

Cosa è successo il 4 gennaio del 2021, quando Neumair ha ucciso i genitori

Secondo quanto raccontato dallo stesso condannato, Neumair ha ucciso i genitori strangolandoli con una corda: prima il padre e poi la madre, rientrata successivamente nell'abitazione di famiglia a Bolzano. Secondo la confessione fu una discussione con il padre a degenerare in un litigio poi sfociato nel primo dei due omicidi. Poi furono diversi i tentativi di depistaggio, fino alla confessione. Benno andò anche a lavare l'auto, ma venne fermato prima dai carabinieri.

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