Pescara, uccide la moglie in strada davanti al nipote di 12 anni: Antonio Mancini condannato all’ergastolo
La Corte d'Assise di Chieti ha condannato all'ergastolo Antonio Mancini, il 70enne che il 9 ottobre 2025 ha ucciso con due colpi di pistola l'ex moglie Cleria Mancini, 66 anni, a Lettomanoppello, in provincia di Pescara. I giudici hanno disposto anche due mesi di isolamento diurno, dichiarando l'imputato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, in stato di interdizione legale e decaduto dalla responsabilità genitoriale. La pm Giuliana Rana aveva chiesto il massimo della pena al termine della requisitoria.
L'omicidio era avvenuto nel tardo pomeriggio, mentre la donna passeggiava con il cane. Mancini l'aveva raggiunta a bordo del suo triciclo elettrico e le aveva sparato. Durante l'aggressione era presente anche il nipote di 12 anni, che aveva cercato riparo dietro un'auto parcheggiata. Un secondo colpo aveva frantumato il lunotto del veicolo, mettendo in pericolo anche il bambino.
Dopo aver ucciso l'ex moglie, Mancini si era diretto in un bar frequentato da parenti, dove aveva annunciato di voler uccidere altre due persone. Successivamente aveva raggiunto Turrivalignani, dove aveva esploso altri colpi contro l'auto di un conoscente e verso il campanile di una chiesa. I carabinieri erano riusciti a fermarlo dopo circa mezz'ora di trattative.
Nell'ordinanza con cui, nell'ottobre 2025, aveva convalidato l'arresto, il gip del Tribunale di Pescara aveva evidenziato il rischio che l'uomo volesse colpire anche gli altri familiari del figlio. Secondo il giudice, Mancini nutriva un profondo risentimento nei loro confronti e avrebbe cercato di colpire il figlio attraverso i suoi affetti più stretti.
Durante il procedimento, la difesa aveva prospettato la possibilità di una perizia psichiatrica. Il 30 settembre 2026 la Corte d'Assise aveva effettivamente disposto una perizia per accertare la capacità di intendere e di volere dell'imputato al momento del delitto e l'eventuale pericolosità sociale.