Maltrattava, picchiava e costringeva a mangiare sotto minacce due bambine della sua classe. Per questo, è finita ai domiciliari la maestra di un istituto comunale di Deruta, in provincia di Perugia. A suo carico è stata eseguita una ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip di Spoleto al termine di indagini dei carabinieri, secondo quanto scrivono i quotidiani locali. La donna, sui 60 anni e originaria della provincia di Roma, secondo quanto ricostruito, avrebbe a lungo aggredito, anche con minacce, le due bimbe di un anno e mezzo d'età, costrette a ingoiare il cibo contro la loro volontà. "O ingoiate o ve li ficco nel naso", avrebbe detto l'insegnante, che era anche solita mettere le due "in punizione al bagno e lasciate lì da sole" se non ubbidivano. Un vero e proprio incubo vissuto dalle minori.

Durante l'indagine sono state anche installate all'interno della scuola delle telecamere che hanno ripreso i maltrattamenti. Tutto è partito dalle segnalazione di alcune dipendenti di una cooperativa che opera nell'asilo fatta al sindaco per i suoi "comportamenti particolarmente aggressivi e inopportuni". Il primo cittadino a sua volta si è rivolto ai carabinieri, i quali hanno poi accertato le violenze. In particolarela donna è accusata di almeno cinque episodi avvenuti nell’ottobre scorso ai danni, soprattutto, delle due bimbe di appena un anno e mezzo. Il 4 ottobre la maestra, è scritto nel capo di imputazione, durante l'ora del pasto aveva forzato una di loro a mangiare la frutta: “Apri la bocca, zitta, smettila, sennò ti mando al bagno con la porta chiusa e ti metto sulla seggiolina”. L'ha poi schiaffeggiata e costretta ad andare realmente in bagno. Mentre all’altra bimba, che avrebbe dovuto accudire, la maestra prendeva la testa e con violenza la costringeva a deglutire il pasto. Glielo spingeva giù in gola, come fosse un tubo, urlandole contro e tenendole la bocca chiusa per evitare che lo sputasse.

"La bambina fa cadere a terra parte delle pietanze contenute nel piatto – si legge nell'ordinanza firmata dal gip di Spoleto, Federica Fortunati -, l'accaduto fa scattare l'ira della maestra che dopo aver insultato la piccola chiamandola più volte bambina sciocca, minaccia di darle un ceffone e uno schiaffo alzando la voce, per poi raccogliere il cibo, rimetterlo nel piatto e costringere la bambina a ingoiarlo tutto, compreso quello caduto per terra". Ancora, il 22 ottobre, un altro episodio, come riporta La Nazione. "Ti do uno schiaffo, ti sbatto a terra e guai a te se ci rifai", dice l'insegnante. Due giorni dopo, "incurante dei pianti" di una delle sue vittime, continuava proseguiva a urlare e a vessare le piccole: "Ti gonfio, ti prendo sti’ capelli, manda giù". "Quanto alle esigenze cautelari nel caso di specie emerge con evidenza l'attualità e la concretezza del pericolo di reiterazione, da parte dell'indagata, di condotte analoghe a quelle per cui si procede, sia nei confronti delle minori indicate nel capo di imputazione che di altri minori che frequentano l'asilo nido, in virtù del ruolo di educatrice che tuttora la stessa ricopre all'interno della struttura", conclude l'ordinanza. È questo il secondo episodio del genere che si verifica nel giro di pochi giorni in Italia. Solo il 13 novembre scorso era arrivata la notizia dell'arresto di due maestre in un asilo privato di Cariati, in provincia di Cosenza, per aver picchiato e minacciato di morte i loro alunni di età compresa tra i 3 e i 5 anni.