Il prossimo 15 aprile, dopo aver scontato 22 anni di carcere, Pietro Maso tornerà a essere un uomo libero. Nel 1991 ammazzò a Verona la madre e il padre per impossessarsi dell’eredità. Fu condannato a 30 anni e due mesi, poi ridotti.

Pietro Maso “voleva stupire a tutti i costi” e così ha fatto qualcosa “che gli altri non potranno mai fare”, ovvero uccidere i suoi genitori. È lo stesso Maso, il responsabile di uno dei crimini più efferati degli anni ’90 e tra i più noti casi di strage familiare della cronaca italiana, a tornare a parlare del perché il 17 aprile del 1991, quando aveva appena diciannove anni, tolse la vita a sua madre e a suo padre. Pietro Maso quel giorno fu aiutato da tre amici per uccidere i genitori Antonio Maso e Mariarosa Tessari nella loro casa di Montecchia di Crosara (Verona). Venne arrestato dopo due giorni e poi condannato definitivamente a trent'anni di carcere, con il riconoscimento della seminfermità mentale al momento del fatto. Dopo averne trascorsi ventidue in carcere, è stato rimesso in libertà e poi ricoverato in una clinica per disintossicarsi dalla droga. Le sorelle lo avevano perdonato, ma dopo le intercettazioni in cui minacciava di “finire il lavoro di 25 anni fa” i rapporti si sono nuovamente interrotti.

Il racconto di Pietro Maso, da Miami Vice al bisogno di soldi

"Volevo stupire a tutti i costi e così ho fatto qualcosa che gli altri non potranno mai fare, uccidere i miei genitori”, ha detto Maso in una intervista rilasciata al canale Nove. "Ridevo ma ero morto dentro", ha spiegato. Nella sua ultima intervista Maso racconta di essersi sempre ispirato a uno dei protagonisti di Miami Vice, Don Johnson: "Era il mio guru: così bello, così giovane e così pieno di vita. Il telefilm proponeva una visione aperta e mai vista della realtà, il fascino di una Ferrari bianca. Nella mia testa ero uguale a lui. Volevo stupire e per avere gli occhi addosso mi mettevo le cose più vistose. La punta è stata quando mi sono presentato in discoteca con la tuta da sub, gli anfibi e l’accappatoio". Pietro Maso ha ucciso i suoi genitori al fine di appropriarsi della sua parte di eredità: voleva sempre più soldi per poter condurre una vita al di sopra delle sue possibilità. Così quel “dandy di provincia” si trasformò in un criminale. “Dovevo avere sempre il portafoglio pieno. Non ero mai soddisfatto, ero un morto che camminava”, ha raccontato.

L'omicidio con le maschere da diavolo e la telefonata del Papa

Pietro Maso ha parlato anche di quella tragica notte di aprile del 1991: “Ci siamo caricati con la canzone di Phil Collins per Miami Vice. Avevamo indossato delle maschere da diavolo. Tutti tranne me: io la maschera ce l’avevo già”. Maso e i suoi complici colpirono i genitori con spranghe e padelle e cercarono di soffocarli: “Alla fine c’era un silenzio e un odore di sangue spaventoso”. Nell’intervista rilasciata al canale Nove Pietro Maso ha anche ricordato di aver ricevuto una telefonata da papa Francesco. Gli aveva scritto lui per chiedere perdono a Dio e il Pontefice lo ha chiamato e gli ha chiesto di pregare per lui: “Lui, il Papa, che chiedeva a me di pregare per lui. Io, che sono l’ultimo, il maledetto, l’assassino, il mostro”.