Notizie sul processo di Patrick Zaki in Egitto
21 Giugno 2022
14:32

Patrick Zaki, processo aggiornato al 27 settembre: “Non è accettabile, voglio tornare in Italia”

Il processo a carico dello studente egiziano Patrick Zaki è stato aggiornato al 27 settembre: questo è quanto è stato deciso nella sesta udienza che si è tenuta oggi a Mansura.
A cura di Susanna Picone
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Notizie sul processo di Patrick Zaki in Egitto

La sesta udienza del processo a Mansura a carico di Patrick Zaki ha portato a un aggiornamento al 27 settembre per il processo a carico dello studente egiziano. Già alla vigilia dell'udienza del processo allo studente egiziano si parlava di un possibile slittamento "che potrebbe arrivare fino a due mesi", dato che "è presto per una sentenza”. È questo quanto aveva riferito una fonte giudiziaria all'Ansa avvertendo che quello contro Zaki è un "processo politico" e quindi "potrebbe anche essere chiuso in maniera imprevista" dal giudice monocratico. La legale di Zaki, Hoda Nasrallah, ieri invece non aveva voluto fare previsioni. L'ultima udienza per Zaki era stata quella di aprile.

"Non è accettabile, voglio tornare in Italia"

"Siamo in un ciclo di rinvii. Non è accettabile, voglio tornare ai miei studi e inizio a sentirmi non libero. E ciò è del tutto inaccettabile per me": il primo commento di Zaki ai giornalisti a Mansura dopo l'ennesimo rinvio sul suo caso. "Non abbiamo detto nulla oggi, non abbiamo avanzato alcuna richiesta", ha risposto Patrick a giornalisti che gli chiedevano cosa avessero argomentato i suoi legali. "Non è successo nulla di nuovo, mi hanno chiesto la carta d'identità. Tutto qui", ha ribadito. L'udienza "è durata 15 secondi”. "Quello a cui penso è che voglio essere a Bologna prima del prossimo settembre. Voglio riprendere i miei studi, voglio riprendere il mio lavoro e tutto il resto", ha detto ancora il ricercatore egiziano. "Voglio tornare in Italia il prima possibile. Rinviarmi al 27 settembre è come congelare" il caso, è "un ulteriore congelamento per me”.

Patrick Zaki, 31 anni, è a piede libero dopo la scarcerazione disposta l'8 dicembre scorso e arrivata al termine di 22 mesi di custodia cautelare. Ad oggi però non può tornare in Italia, dove studiava prima dell’arresto, a causa del processo in corso. Il giovane egiziano è accusato di "diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese" sulla base di un articolo del 2019 sui cristiani in Egitto perseguitati dall'Isis e discriminati da frange della società musulmana.

“Non so cosa succederà” aveva detto Zaki nei giorni scorsi parlando dell’udienza di oggi, “ma sento che c’è Bologna dietro di me”. “Non vedo l'ora di tornare e festeggiare. Continuo a studiare ma il prossimo semestre lo voglio fare all'università di Bologna”, così ancora lo studente egiziano che, in un altro intervento giorni prima, aveva spiegato di sperare di poter essere libero per l’autunno.

Il commento di Amnesty International

"Un periodo di tempo esorbitante – ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia -. È inaccettabile, considerando che Patrick Zaki è sotto processo solo per aver espresso pacificamente la sua opinione".

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