Il comandante Diavolo oggi compie 100 anni. Germano Nicolini, protagonista della Resistenza in Emilia e sindaco di Correggio dopo la guerra, è nato a Fabbrico il 26 novembre del 1919 da una numerosa famiglia contadina. A ricordare l’importante traguardo raggiunto oggi è l'Associazione nazionale partigiani d’Italia: “Oggi Germano Nicolini, il comandante partigiano ‘Diavolo’, compie 100 anni. Un abbraccio affettuoso da tutta l'ANPI”, si legge in un post pubblicato su Facebook.

La storia del comandante Diavolo – La sezione di Correggio, in un altro post su Facebook, ricorda la storia del comandante: “Dal settembre 1943 aderisce alla Resistenza e diventa Comandante del 3° battaglione SAP della 77° Brigata ‘Fratelli Manfredi’, con tre differenti nomi di battaglia, prima Demos, poi Giorgio e infine Diavolo. Partecipa alle battaglie di Fabbrico e Fosdondo, riportando due ferite, dopo la Liberazione all’età di ventisette anni, è nominato Sindaco di Correggio”. Nel 1997 gli viene concessa la Medaglia d’Argento con questa motivazione: “Ufficiale dell’Esercito, dopo l’8 settembre, fuggiva dalla cattura ed entrava in formazione partigiana e difesa della Patria invasa. Durante il lungo periodo di appartenenza alle formazioni e nelle numerose azioni di combattimento dimostrava brillanti doti di organizzatore e di comandante, sprezzante di ogni pericolo. La sua opera è stata giudicata cospiqua, perché svolta in difficili condizioni, in zona di pianura costantemente controllata dal nemico. Considerato uno dei migliori combattenti della Resistenza reggiana”. E ancora, si legge su Facebook: “Oggi è un anniversario e un traguardo importante per Germano, compie 100 anni, da combattente, lucido e intrepido”.

Nel 1947 Germano Nicolini venne arrestato per l'omicidio di don Umberto Pessina, freddato sulla porta della canonica della parrocchia di San Martino Piccolo, frazione di Correggio. Nel 1949 fu condannato a 22 anni di carcere come mandante: ne scontò 10 grazie all'indulto per gli ex appartenenti a formazioni partigiane. È stato poi scagionato definitivamente "per non aver commesso il fatto" nel 1994 e gli è stato riconosciuto un risarcimento per l'ingiusta detenzione.