Daniela Lo Verde
in foto: Daniela Lo Verde

Zona espansione nord. In arte, Zen. Già nel nome c'è la promessa tradita. Lo sviluppo che doveva esserci e non c'è stato per uno dei quartieri popolari più tristemente noti d'Italia, alla periferia di Palermo. "I palermitani qui non ci vengono, conoscono solo un preconcetto. È un quartiere slegato dalla città e spaccato, lo Zen 1 e lo Zen 2. Ci sono due istituti comprensivi e nessun parco pubblico". Daniela Lo Verde è dirigente scolastica della scuola Giovanni Falcone da sette anni. Da qualche giorno è anche Cavaliera al Merito della Repubblica Italiana, nominata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella "per essersi distinta nel servizio alla comunità durante l'emergenza coronavirus".

"Me l'ha detto un giornalista – racconta lei a Fanpage.it – Io quella mattina avevo un collegio dei docenti, non ero riuscita ancora a leggere le notizie. L'ho scoperto così. È stata una bella emozione". Durante la fase 1 della pandemia da Covid-19, "ha lanciato una raccolta fondi per regalare la spesa alimentare ad alcune famiglie in difficoltà – si legge nelle motivazioni del Quirinale – Suo l'appello per recuperare pc e tablet per consentire ai suoi allievi di seguire le lezioni a distanza". "Abbiamo usato il conto corrente della scuola – prosegue Lo Verde – e abbiamo avuto moltissime donazioni. Gli italiani hanno avuto il cuore grande". Così è stato possibile erogare buoni spesa da 50 euro a circa trecento famiglie. A un'ottantina di bambini, poi, sono stati dati notebook e tablet. Trentacinque provenienti dal governo, altri gli altri dalle donazioni.

"Siamo entrati così nelle case dei nostri bambini, siamo diventati parte della famiglia. Una mamma mi ha chiesto di fare più ore di inglese, così imparava anche lei. Un'altra ha domandato a una mia maestra consiglio perfino su come eliminare le formiche", prosegue Lo Verde. Il Covid è servito ad accentuare problemi che già esistevano. "A Palermo i bambini possono andare al parco, ma se sei nato allo Zen un parco pubblico non ce l'hai". Per questo lei proporrà di tenere aperto il giardino della scuola per tutta l'estate.

 

A poche traverse dalla Giovanni Falcone, c'è un altro spazio che lavora coi bambini del quartiere. È il Laboratorio Zen Insieme. "Ci siamo da 32 anni – spiega la presidente Mariangela Di Gangi – Prima della scuola e della chiesa". Anche loro, con la collaborazione dell'altra scuola dello Zen – la Leonardo Sciascia, allo Zen 1 – hanno avviato una campagna di accompagnamento alla spesa. "Le famiglie che abbiamo aiutato si sono offerte di aiutare a loro volta, per estendere la rete – racconta Di Gangi – Quello che abbiamo fatto non lo abbiamo fatto per il quartiere, ma con il quartiere. Questo è quello a cui noi puntiamo".

Dentro alla struttura in cui operano insieme a Save the children, gli attivisti del Laboratorio Zen Insieme hanno continuato con il doposcuola, i corsi pomeridiani e dei momenti di semplici chiacchierate. "Gli adolescenti, per esempio, avevano bisogno di un'occasione per parlare". E senza un appuntamento fisso sarebbe stata difficile da trovare. "Questo è un quartiere complesso – conclude Di Gangi – Una cosa indispensabile quanto il pane è l'educazione dei bambini e delle bambine. Per loro tre mesi di lockdown potrebbero essere un segno indelebile, soprattutto se sono molto piccoli".

Il punto, però, non è chi li aiuta. È perché hanno bisogno di essere aiutati. "Lo Zen è così perché il sistema lo ha voluto così". Per la presidente del Laboratorio Zen Insieme, è necessario agire sulle cause più che sugli effetti. "Come mai c'è così tanto spazio per le economie criminali in questo quartiere? E per il clientelismo? La risposta è l'assenza delle istituzioni – conclude Di Gangi – Questo quartiere ha bisogno di rispetto". "Va bene dare alle persone un pesce – interviene Lo Verde – Ma dobbiamo insegnare loro a pescare".