Le ossa trovate nella Nunziatura a Roma hanno una datazione antecedente al 1964 e appartengono a un uomo. È quanto hanno rivelato le prime analisi fatte sui resti nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma, come riportato dall'ANSA. Si attende che i laboratori al lavoro sui resti trovati lo scorso 30 ottobre nella dependance della Nuziatura apostolica vaticana a Roma, siano ultimati, ma sembra possibile escludere sin da ora che quei resti appartengano a Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma nel 1983. Allo stesso modo è possibile escludere anche il caso di Mirella Grgori, scomparsa quaranta giorni prima di Emanuela da Roma. Per entrambe si erano prefigurati collegamenti con la Santa Sede.

Continuano gli esami sui resti

I resti sono stati trovati alcuni metri in profondità sotto i pavimenti di un locale annesso alla sede della Nunziatura, la storica Villa Giorgina, nel corso di lavori di ristrutturazione dei locali. Il Vaticano, cui appartiene l'immobile in cui è avvenuto il ritrovamento, ha immediatamente allertato le autorità italiane, facendo scattare un'indagine per omicidio a carico di ignoti. Il bollettino rilasciato dalla Santa Sede rilasciato poco dopo il ritrovamento non menzionava i casi di Emanuela e Mirella, le due ragazze scomparse nell'83, tuttavia il collegamento per la stampa è stato inevitabile.

Verità e giustizia: il sit in a Montecitorio

Per le due famiglie si sono accese le speranze di avere finalmente una risposta alle proprie domande, eppure anche stavolta, tali speranze sono state disattese. Quando il DNA verrà estratto dai resti ritrovati nel seminterrato di via Po, tuttavia, sarà comunque possibile effettuare il confronto con quello dei parenti degli scomparsi a Roma nel periodo analogo a quello della datazione delle ossa. Il prossimo 15 dicembre Pietro Orlandi e gli altri familiari di persone scomparse con l'associazione Penelope Italia, si riuniranno in Piazza Montecitorio, a Roma, per chiedere Vverità e giustizia per gli scomparsi e le vittime di crimini impuniti.