"Vittoria!"così la Lav ha annunciato la storica sentenza emessa oggi  dalla Corte di Appello del Tribunale dell'Aquila che ha condannato un uomo a risarcire il Parco nazionale d'Abruzzo e le associazioni animaliste per la morte dell'orso marsicano ucciso a fucilate nel settembre di sei anni fa a Pettorano sul Gizio, in provincia dell'Aquila. L'uomo, che dopo il fatto aveva confessato dicendo però che si era trattato di un errore , è stato condannato in secondo grado, in sede civile, a risarcire il Parco nazionale d'Abruzzo e Molise  e le associazioni che si sono costituite parti civili (Lav-Lega anti Vivisezione onlus, Organiazzazione regionale pro natura Abruzzo, Wwf, Salviamo l'orso), oltre al pagamento di tutte le spese processuali di primo e secondo grado.

"Il 12 settembre 2014 un orso a Pettorano, colpevole solo di aver predato alcune galline in cerca di cibo, è stato barbaramente ucciso con un fucile da caccia. Dopo anni di battaglie legali che ci hanno visti sempre in prima linea in Tribunale oggi è stata ribaltata la sentenza di primo grado condannando il responsabile al risarcimento del danno in sede civile. Giustizia è fatta!" scrive la Lav. "Dopo più di 35 anni e dopo decine di orsi uccisi senza averne scoperto i responsabili quella di oggi è una sentenza storica. È il primo passo per rendere questo paese un poco più civile e rammentare a tutti che la legge va rispettata" ha scritto invece l'associazione Salviamo l'orso onlus di Montesilvano ha

Dopo l'episodio l'uomo, un ex operaio dell'Anas  oggi in pensione e proprietario di un piccolo pollaio a Pettorano Sul Gizio, paesino alle porte del Parco Nazionale d'Abruzzo, all'epoca raccontò di aver subito diversi assalti alla sua struttura che lo avevano impaurito e quindi di aver sparato alla cieca dopo alcuni rumori senza sapere che fosse l'orso. in primo grado era stato assolto ma le associazioni impugnarono la sentenza.