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Operata solo “sulla carta”: 54 anni dopo donna scopre che l’intervento al cuore non le è mai stato fatto

Operata al cuore solo sulla carta nel 1971, Luciana Peschiera ha scoperto la verità nel 2019 durante un nuovo intervento. Il Tribunale di Genova le ha riconosciuto un maxi risarcimento.
A cura di Davide Falcioni
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Per quasi mezzo secolo ha vissuto convinta – come lo erano tutti i medici che l’hanno seguita – di essere stata operata al cuore da ragazza. Un intervento che, sulla carta, le avrebbe corretto un difetto cardiaco congenito. In realtà quell’operazione non è mai avvenuta.

La vicenda di Luciana Peschiera, 72 anni, genovese, ex casalinga oggi pensionata, emerge con forza da una sentenza del Tribunale civile di Genova che ha condannato la gestione liquidatoria dell’attuale Asl a risarcirla con circa 900 mila euro, cifra che con interessi supera complessivamente i due milioni. Una decisione che arriva a distanza di 54 anni dai fatti, ma che per i giudici non è prescritta: il danno, infatti, è stato scoperto solo nel 2019.

Come riporta il Corriere della Sera nel 1971 Peschiera aveva 17 anni quando venne ricoverata all’ospedale San Martino di Genova per un intervento cardiaco. Dopo alcuni giorni fu dimessa e dichiarata guarita. La cartella clinica, che attestava l’avvenuta operazione, fu poi consegnata al cardiologo che la seguì negli anni successivi per terapie e riabilitazione. Da quel momento, la donna ha condotto la sua vita seguendo con scrupolo tutte le indicazioni mediche, senza mai dubitare di quanto le era stato detto.

Il quadro cambia drasticamente nel 2019, quando viene colpita da due ictus. Le sue condizioni rendono necessario un nuovo intervento chirurgico per la riparazione della valvola mitralica e di quella tricuspide. È in sala operatoria che emerge l’incredibile scoperta: nel torace non c’è alcun segno di un precedente intervento al cuore, a eccezione della cicatrice esterna.

"La paziente non ha subito nessun intervento cardiaco nel 1971, è stata solo aperta e richiusa (toracotomia) e null'altro". Una conclusione netta, inizialmente difficile da accettare, ma successivamente confermata dalla perizia medico-legale disposta dal Tribunale di Genova. Secondo i giudici, l’intervento dato per eseguito non fu mai realizzato.

Oggi Luciana Peschiera vive con la figlia, infermiera, e i nipoti. Dopo gli episodi ischemici ha riportato conseguenze gravi e invalidanti ed è assistita in modo continuativo da medici e sanitari. A rappresentarla in giudizio è stato l’avvocato Riccardo Bernardini, con la consulenza del dottor Stefano Alice.

Nella sentenza il giudice Pasquale Grasso esclude qualsiasi incertezza sulle possibilità mediche dell’epoca: "Nel 1971 l'ospedale era perfettamente in grado di risolvere la problematica congenita presentata dalla donna, come in tutto il mondo occidentale e con ragionevole certezza nell’Italia del nord". Resta invece irrisolto il mistero su ciò che accadde realmente in corsia più di mezzo secolo fa.

Soddisfatto l’avvocato Bernardini, che sottolinea la portata della decisione: "Si è positivamente conclusa questa importantissima controversia con un risarcimento nell'ordine di un paio di milioni di euro. Ho già dato mandato a un commercialista di effettuare il calcolo preciso degli interessi. La mia cliente però da allora ha condotto praticamente una vita da invalida, in quanto il supposto intervento (ovviamente) non le aveva risolto il problema cardiologico, e dopo gli ictus del 2019 il suo stato di salute è ovviamente peggiorato. Ma soprattutto finalmente è stato dimostrato che l'asserito intervento del 1971 in realtà non era mai stato effettuato e che la cartella clinica, all'uopo redatta nel 1971, era ed è un clamoroso falso".

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