Domani, lunedì 27 aprile, inizia il primo atto del processo a Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello in carcere ormai da oltre dieci mesi con l’accusa di aver ucciso la 13enne di Brembate Sopra Yara Gambirasio. Domani Bossetti incontrerà, in un tribunale di Bergamo blindato per l’occasione, il suo primo giudice di merito (altri, nei mesi scorsi, hanno più volte detto no alla sua scarcerazione). L’indagato ha accettato di essere in tribunale per l'udienza preliminare del giudice di Bergamo, Ciro Iacomino, il quale dovrà decidere sul suo rinvio a giudizio per omicidio aggravato e per calunnia ai danni di un collega che Bossetti aveva indicato come possibile omicida. L’udienza preliminare si svolgerà alle 9 e al tribunale sono state studiate misure di sicurezza per evitare l'assalto di telecamere, fotografi e giornalisti che non potranno accedere all'intero piano del palazzo di giustizia in cui sarà presente Bossetti. È probabile che Massimo Giuseppe Bossetti ancora una volta ribadirà, con dichiarazioni spontanee, la sua innocenza.

Bossetti è accusato di omicidio e calunnia

Massimo Giuseppe Bossetti, unico indagato per la morte di Yara Gambirasio, è stato arrestato il 16 giugno dello scorso anno. “Prova regina” contro il muratore di Mapello, che per la scienza è il figlio di Giuseppe Guerinoni, è quella del dna: tracce del suo dna sono state trovate sugli slip e sui leggings della ragazzina scomparsa nel novembre del 2010 da Brembate Sopra e ritrovata senza vita tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola. Per l'omicidio di Yara Gambirasio sono due le aggravanti contestate a Bossetti: l'aver “adoperato sevizie e aver agito con crudeltà” e l'aver “approfittato di circostanze di tempo (in ore serali-notturne), di luogo (in un campo isolato) e di persona (un uomo adulto contro un'adolescente di 13 anni) tali da ostacolare la pubblica e privata difesa”. Dagli atti depositati sarebbero emersi particolari che secondo gli investigatori incastrano Bossetti.