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Omicidio dal commercialista a Livorno, il delitto sarebbe scaturito da una lite sulla vendita di oro

Francesco Lassi, agente di commercio di 56 anni, è stato ucciso con due coltellate in uno studio di commercialisti a Livorno; arrestato Luigi Amirante, 47 anni, ex collaboratore di giustizia, subito dopo la fuga. Sul luogo dell’omicidio sono state trovate una lamina d’oro e una scheggia dello stesso metallo.
A cura di Biagio Chiariello
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Una lite per una trattativa legata alla vendita di oro sarebbe alla base dell’omicidio di Francesco Lassi, l’agente di commercio 56enne trovato morto ieri pomeriggio nello studio dei commercialisti Massimo Galli e Erika Ruscelli, in via Grande a Livorno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura della città toscana, la contesa tra Lassi e il presunto omicida, Luigi Amirante, 47 anni, sarebbe esplosa nel corso di un incontro finalizzato alla compravendita di metalli preziosi.

La trattativa, secondo quanto emerso dalle prime indagini, si è trasformata rapidamente in discussione. Testimoni presenti nello studio hanno raccontato di aver udito un forte trambusto provenire dalla stanza in cui i due uomini si erano incontrati. Poco dopo, Amirante è uscito dall’ufficio con il volto coperto dal cappuccio, un coltello in mano e macchie di sangue sulla giacca, dirigendosi verso il porto. Le telecamere di sorveglianza e le testimonianze hanno permesso agli agenti di ricostruire la fuga e di intercettare la sua auto in via Mastacchi, dove è stato fermato poco dopo. Nella vettura erano ancora presenti gli abiti indossati al momento del delitto, che l’uomo si era cambiato dopo l’aggressione.

Secondo quanto riferito dal procuratore di Livorno, Maurizio Agnello, il diverbio tra vittima e presunto omicida sarebbe stato “violentissimo” e ha avuto origine da motivi economici legati alla vendita di oro. Sotto il corpo di Lassi sono stati rinvenuti una lamina d’oro e una scheggia dello stesso materiale, elementi che, secondo gli inquirenti, avrebbero scatenato la contesa. L’arma utilizzata per il delitto non è stata ancora ritrovata.

Amirante, ex collaboratore di giustizia con precedenti per traffico internazionale di droga, interrogato dalla Squadra Mobile, ha dichiarato di essersi difeso, avvalendosi della facoltà di non rispondere durante il colloquio con il pubblico ministero. Le autorità stanno ora cercando di chiarire chi abbia messo a disposizione lo studio per l’incontro tra Lassi e Amirante e quale ruolo abbia avuto ciascuno nella trattativa sull’oro.

Gli investigatori stanno anche compiendo accertamenti su chi abbia avuto un ruolo di mediatore, mettendo a disposizione lo studio per l’incontro tra Lassi e Amirante. Da chiarire resta anche chi fosse il venditore nella trattativa sull’oro.

Francesco Lassi, originario di Pistoia ma da anni residente e operativo a Livorno, era conosciuto come agente di commercio nel settore dei metalli preziosi. Aveva anche svolto attività di agente immobiliare e nel 2022 si era candidato al consiglio comunale di Pistoia con il Movimento 5 Stelle. Amici e colleghi lo ricordano come una persona appassionata, disponibile e amante dello sport, in particolare del basket. La sua morte ha sconvolto chi lo conosceva, lasciando un senso di sgomento e incredulità.

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