È finalmente fuori pericolo e forze presto potrà lasciare anche l’ospedale la madre di Alessandro Leon Asoli, il ragazzo di 19 anni ora in carcere con l'accusa di aver ucciso il compagno della donna, Loreno Grimandi, avvelenando la cena che la stessa 56enne stava consumando. La donna, che era già in ripresa, nelle scorse ore è stata trasferita dal reparto di rianimazione a uno di normale degenza e per lei i medici hanno finalmente sciolto la prognosi. Per i medici la sua guarigione completa dall'intossicazione arriverà tra non più di un mese e già nella prossima settimana probabilmente sarà dimessa per trascorrere la convalescenza a casa.

La donna probabilmente però non tornerà subito in quella abitazione di Casalecchio di Reno dove è avvenuto il delitto del suo compagnoanche perché è ancora al centro dell’inchiesta condotta dai carabinieri della compagnia di Borgo Panigale. Proprio nelle scorse ore infatti il Pm Rossella Poggioli, che coordina le indagini, è tornata insieme agli investigatori nella casa per un nuovo sopralluogo. Durante la perquisizione sono stati acquisiti altri effetti personali del diciannovenne in cerca di nuove prove che possano ricostruire nei dettagli lo scenario nei giorni precedenti la tragedia. Gli inquirenti infatti cercando di capire come sia maturata nel 19enne l’idea uccidere la madre e il compagno di questa e perché ha deciso di avvelenarli.

Nella stanza di Alessandro Leon Asoli i carabinieri avevano già trovato una confezione di nitrito di sodio e un'altra di una pianta tossica, i militari però stanno cercando di capire se si può configurare anche la premeditazione del delitto. Intanto il diciannovenne rimane in carcere dopo che il Gip di Bologna ha convalidato il fermo evidenziando anche le contraddizioni del suo racconto. Viste le sue condizioni, il giovane però per ora è in un reparto di infermeria, dove può essere sorvegliato meglio. Proprio sul suo stato psicologico punta per ora la Difesa che sta penando di chiedere una perizia psichiatrica anche aa luce del fatto che 19enne già un percorso di cura con uno specialista.