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L'omicidio di Alice Neri

Omicidio Alice Neri, sentiti in tribunale 3 testimoni: “Si è fatta luce su elementi importanti”

Si è parlato soprattutto delle macchie d’olio sui vestiti di Mohamed Gaaloul, principale indagato attualmente in carcere, oggi in tribunale a Modena nell’incidente probatorio legato all’omicidio di Alice Neri.
A cura di Susanna Picone
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Tre persone sono state ascoltate oggi in un incidente probatorio durato oltre cinque ore legato all’omicidio di Alice Neri, la giovane donna di 32 anni trovata morta semicarbonizzata nella sua auto nel novembre dello scorso anno a Concordia sulla Secchia, nella Bassa Modenese.

Il principale indagato – l’unico attualmente in carcere a Modena – è il 29enne tunisino Mohamed Gaaloul, rintracciato in Francia alcune settimane dopo il ritrovamento del corpo della donna.

Questa mattina in aula a Modena sono stati ascoltati tre testimoni, tutti conoscenti del tunisino. In aula, come avevamo anticipato, si è parlato soprattutto delle presunte macchie d’olio trovate sui vestiti di Gaaloul. A quanto emerso, uno dei tre testimoni ha riferito che la mattina del 18 novembre scorso (Alice Neri è morta fra il 17 e il 18 novembre) Gaaloul si presentò fra le sette e mezza e le otto del mattino nella loro casa a Concordia con delle macchie compatibili a quelle di olio di automobile. Un particolare importante secondo l’accusa perchè compatibile con il liquido che sarebbe stato usato per appiccare il fuoco che avrebbe distrutto l’auto e il corpo di Alice.

Mohamed Gaaloul
Mohamed Gaaloul

Secondo la Procura, la mattina in cui l’indagato si presentò con quelle macchie nell'abitazione dei tre conoscenti era proprio quella del 18 poiché due di loro, come hanno riferito di ricordare, quel giorno portarono a riparare un'automobile e le telecamere pubbliche lungo il tragitto lo confermano.

“Oggi si è fatta luce su due elementi importanti: Mohamed Gaaloul aveva i vestiti sporchi di olio e dalle telecamere si evince che quel giorno era proprio la mattina successiva all'omicidio di Alice Neri”, le parole dopo l’udienza di Cosimo Zaccaria, l’avvocato che rappresenta il fratello della vittima.

È intervenuto anche Roberto Ghini, l’avvocato che difende Gaaloul, che sempre sulla base delle immagini registrate dalle telecamere, ha invece sollevato dei dubbi sulle dichiarazioni dei testimoni ascoltati oggi.

L’avvocato Ghini ha anche chiesto che in fase di incidente probatorio vengano analizzati i pantaloni che l’indagato indossava quel giorno e che ritiene di aver individuato anche grazie alle immagini delle telecamere pubbliche, alla ricerca di eventuali tracce di olio o di Dna.

Alice Neri insieme al fratello
Alice Neri insieme al fratello

“Solo conferme sulle tre testimonianze, aspettiamo il prossimo incidente probatorio, la speranza è che si arrivi alla verità, ma bisogna ancora attendere”, così invece, intercettato dai giornalisti a Modena, Nicolas Negrini, il marito della vittima.

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