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Offriva pomata miracolosa per fertilità mentre era ai domiciliari, nuovi guai per “Mamma Ebe”

Per la santona ormai 83enne, già condannata, è scattata una nuova denuncia per esercizio abusivo della professione medica.
A cura di Antonio Palma
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Probabilmente non le sono bastati trenta anni di inchieste a suo carico e una condanna definitiva a sei anni di carcere per esercizio abusivo della professione medica e associazione a delinquere. Proprio dalla sua casa romagnola dove sconta la pena ai domiciliari, infatti,  “Mamma Ebe”, all'anagrafe Gigliola Giorgini, avrebbe promesso di guarire dall'infertilità una donna che non poteva avere figli, applicandole una pomata, a suo dire miracolosa, sul ventre. Per l'ormai 84enne santona è scattata così una nuova denuncia.

Vittima del raggiro una 37enne con problemi di fertilità, costretta dal marito a interrompere da un lato le proprie cure di medicina tradizionale e dall’altro a sottoporsi a diversi trattamenti compiuti da Mamma Ebe mediante l’applicazione sul proprio ventre di una sostanza che doveva avere effetti miracolosi. In particolare l'uomo, secondo quanto riferito dalla donna, su indicazione di Mamma Ebe, avrebbe dovuto convincerla a evitare il ricorso alle cure della fecondazione assistita in quanto sarebbero potuti nascere bambini con dei problemi mentali

Dopo continui  trattamenti infruttuosi, la donna si è separata dal marito che insisteva ancora per la cura e ha denunciato tutto alla polizia. La sostanza cremosa, di colore arancione, che la santona le applicava sin da subito infatti le aveva provocato una perdurante forma di irritazione cutanea e delle lesioni sul basso ventre. Dalle successive indagini della polizia, è emerso che la pomata era indicata nei casi di distorsioni e lombaggini per alleviare dolori e quindi andava somministrata solo in caso di necessità e comunque mai in dosi massicce per evitare disturbi neurologici.

La vittima ha raccontato inoltre che gli adepti di "Mamma Ebe" erano ancora numerosi nonostante fosse ai domiciliari, circostanza accertata anche dai poliziotti che hanno denunciato la santona per esercizio abusivo della professione medica e il marito della donna per maltrattamenti. Del resto le prime promesse di guarigioni della donna, soprannominata la santona di Carpineta e in passato “fondatrice” dell’Ordine di Gesù Misericordioso mai riconosciuto, risalgono agli anni 80. Un via vai di persone  e un'attività che, nonostante accuse, arresti e tribunali, sembra sia continuata ininterrottamente sino ad oggi.

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