Il dpcm con le nuove misure per fermare l'emergenza sanitaria potrebbe non bastare. "Manca secondo me un vero e proprio provvedimento per regolare i trasporti, che sono un'occasione di assembramento pazzesca e non si capisce perché si tollerino i trasporti e si sanzionino cinema e spettacoli". A dirlo è Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia dell'Università di Padova, ospite del programma ‘L'imprenditore e gli altri' condotto da Stefano Bandecchi, su Cusano Italia Tv.

Tra le misure prese infatti non c'è nulla sul potenziamento del Trasporto pubblico locale, o sulla riduzione del numero delle persone consentite a bordo delle vetture. Per limitare gli assembramenti e la pressione sugli autobus il governo ha pensato invece di aumentare la didattica a distanza, portandola almeno al 75% per le scuole superiori, e di potenziare lo smart working nella Pa, con una raccomandazione alle aziende private di ricorrere, dove possibile, al lavoro agile. L'organizzazione dell'orario scolastico aveva già subito delle modifiche, con la possibilità di fare lezione anche il pomeriggio e con gli ingressi per la scuola secondaria superiore non prima delle 9.

Secondo Crisanti, "i numeri parlano da soli" e "suggeriscono una dinamica in peggioramento". Riguardo le misure legate al mondo della scuola, il virologo spiega che "si poteva aprire un determinato distretto scolastico un mese prima per capire cosa succedeva in quella determinata area e non è stato fatto. Poi – aggiunge – si potevano fare campionamenti massicci con i test rapidi per capire se c'era trasmissione virale. Adesso qualsiasi discorso sulle scuole è fatto sulla base di intuizioni, di sensazioni".

Sulla possibilità che arrivi un vaccino anti-Covid già ai primi di dicembre "sarei preoccupato – aggiunge Crisanti – perché significherebbe che non è stato testato sul campo, sulla popolazione, per dimostrare che c'è una differenza statisticamente significativa tra i vaccinati e i non vaccinati. Sarebbe veramente una cosa senza precedenti se questo accadesse. Finora non è apparsa una sola pubblicazione scientifica al vaglio della comunità che testimoni che questo vaccino abbia le caratteristiche di cui si parla".

"La competitività economica nel futuro si gioca sulla capacità di combattere questa epidemia. Mentre noi stiamo qui a dibattere se chiudere o non chiudere, i Paesi che sono riusciti a bloccare la trasmissione stanno fiorendo ed hanno un vantaggio competitivo perché noi non facciamo nulla mentre loro continuano a produrre e a vendere. La battaglia non si vince con il plexiglass, ma bloccando le catene di trasmissione sul territorio", ha aggiunto l'esperto. "Bisogna creare una rete di laboratori nazionale che superi le differenze di capacità delle varie regioni, io avevo proposto 400mila tamponi al giorno ed usare questi tamponi per interrompere le catene di trasmissione, trovando ovviamente la logistica per portare i tamponi alle persone ed evitare quelle file indegne ai drive-in. Un piano di questo genere ci sarebbe costato una cifra esorbitante, si tratta di un investimento da mezzo miliardo all'anno".