“Non ho nulla da dire”: il conducente della Porsche davanti al gip per la morte di Matilde Baldi

Davanti al giudice per le indagini preliminari di Asti, Franco Vacchina ha scelto il silenzio. L’imprenditore 63enne, accusato di aver provocato l’incidente costato la vita a Matilde Baldi, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia, limitandosi a una sola frase: "Sono un uomo distrutto". Parole che segnano il suo primo, e unico, intervento pubblico da quando è finito agli arresti domiciliari.
La misura cautelare è stata disposta anche per il rischio di inquinamento delle prove. Secondo quanto emerso, Vacchina si sarebbe infatti avvicinato alla Porsche posta sotto sequestro dopo l’incidente, un comportamento che ha pesato nella valutazione della Procura. La difesa, rappresentata dall’avvocato Ferruccio Rattazzi, ha già annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca dei domiciliari.
L’inchiesta ricostruisce una dinamica che, se confermata, disegna una notte di follia su strada. La tragedia risale alla sera dell’11 dicembre, quando sull’autostrada Asti-Cuneo si sarebbe conclusa una presunta gara di velocità tra due Porsche. Una sfida che, secondo gli inquirenti, sarebbe iniziata nel centro urbano e proseguita fino al tratto autostradale, con le vetture lanciate a velocità elevatissime. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, ora agli atti, mostrerebbero i movimenti delle auto pochi istanti prima dello schianto.
Alla guida della seconda Porsche ci sarebbe Davide Bertello, imprenditore di 47 anni, che sarebbe riuscito a evitare l’impatto. Davanti alle due vetture viaggiava una Fiat 500, condotta dalla madre di Matilde, con la giovane seduta sul sedile del passeggero. Il tamponamento, attribuito a Vacchina, sarebbe avvenuto a una velocità superiore ai 212 chilometri orari: un urto devastante che ha scaraventato l’utilitaria per decine di metri. Per Matilde non c’è stato nulla da fare, mentre la madre è rimasta ferita.
Matilde Baldi aveva vent’anni ed era una studentessa di Economia e Commercio. Chi la conosceva la descrive come una ragazza responsabile e piena di energia. Per non pesare sulla famiglia lavorava come barista dopo le lezioni, amava la pallavolo e aveva una particolare sensibilità per gli animali, soprattutto quelli abbandonati. Con il fidanzato Francesco stava progettando un futuro insieme, sogni interrotti bruscamente su un tratto d’asfalto.