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Neonato morto in culla a Trieste, parla il legale del padre indagato: “Rispetto, è distrutto dal dolore”

“Chiedo rispettosamente che non venga data eccessiva enfasi mediatica alla notizia non solo perché venga rispettato il dolore dei familiari ma anche affinché venga rispettata la necessità di fare indagini in un clima di serenità” ha dichiarato il legale del 30enne indagato.
A cura di Antonio Palma
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"Chiedo venga rispettato il dolore del mio assistito, colpito come il resto della famiglia dal lutto di questa tragedia", lo ha dichiarato l'avvocato del padre del neonato di 5 mesi trovato morto in culla a Trieste, dopo la diffusione della notizia dell'indagine a carico dell'uomo da parte della procura triestina proprio in relazione al decesso del piccolo.

"Chiedo rispettosamente che non venga data eccessiva enfasi mediatica alla notizia non solo perché venga rispettato il dolore dei familiari ma anche affinché venga rispettata la necessità delle varie autorità giudiziarie di proseguire la loro attività in un clima di serenità" ha dichiarato il legale all'indomani della notizia di reato.

Secondo l'avvocata Giovanna Augusta de' Manzano, che difende il 30enne indagato dalla Procura di Trieste per omicidio del figlio di 5 mesi, si tratta di una vicenda particolarmente complessa che richiede approfondimenti medico legali e indagini approfondite che richiederanno del tempo e che inevitabilmente avranno un impatto sulla famiglia del piccolo. Per questo il legale ha chiesto di avere il massimo rispetto ed evitare una possibile sovraesposizione mediatica del caso.

I fatti contestati  al 30enne risalgono al dicembre del 2024 quando il piccolo venne rinvenuto senza vita nella sua culla al risveglio al mattino in casa. Quella che inizialmente sembrava una un caso di Sids cioè di sindrome della morte in culla, secondo gli investigatori, invece, nascondeva dell'altro. Secondo gli esami post mortem chiesti dalla magistratura, il piccolo sarebbe morto già durante la notte dopo essere stato messo a letto proprio dal padre. Dal momento della scoperta e dell'allarme ai sanitari era già deceduto da alcune ore

Secondo gli accertamenti medico legali, il piccolo presentava una emorragia cerebrale e una lesione del nervo ottico. Secondo le complesse indagini condotte per oltre un anno dagli uomini della squadra mobile della questione di Trieste, coordinati dalla locale procura della Repubblica, a provocare quelle lesioni potrebbe essere stato il genitore dopo aver scosso il piccolo in maniera violenta facendogli sbattere la testa. Accuse che il trentenne nega fermamente così come maltrattamenti di confronti delle altre due figlie.

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