“Nel 2012 ho lasciato l’Italia, ora sento il bisogno di tornare: in Australia lavoro, ma non si vive senza affetti”
"Sono arrivata qui nel 2012, e tutto è iniziato perché volevo fare un'esperienza all'estero, cambiare ambiente. All'epoca avevo finito da poco la scuola, volevo imparare meglio l'inglese e, allo stesso tempo, lavorare in un Paese che non fosse in Europa, così sono finita in Australia".
Alexandra aveva 22 anni quando è cominciata la sua avventura all'estero, oggi ne ha 37 e vive a Melbourne. Ha lasciato il nostro Paese e Civitavecchia, luogo d'origine, per fare una breve esperienza all'estero che si è poi trasformata nella sua vita. A Fanpage.it racconta la sua storia e i motivi dietro alla volontà di tornare stabilmente in Italia.
"Il primo anno ho lavorato con il working holiday visa, poi ho trovato uno sponsor. Prima di cinque anni non sono rientrata in Italia. Non era assolutamente nei miei piani trasferirmi qui, volevo fare, come già detto, solo un'esperienza. Poi mi sono trovata bene, mi sono inserita in un bell'ambiente, più meritocratico e con più opportunità".
"Diciamo che sembra un gioco, detta così, ma non è stato semplice, da sola è stata dura. Quando sono arrivata avevo un inglese molto scolastico e per un periodo ho anche pensato che non avrei mai capito gli australiani. È stato demoralizzante, ma mi sono tirata su le maniche. Sono fatta così, non mi sono data per vinta", ci racconta ancora.
"L'Australia mi ha dato tanto, non so se avrei ottenuto le stesse cose in Italia. Forse sì, con più fatica. – prosegue ancora – Ho cambiato tanti lavori qui, è così, si può fare, mentre nel nostro Paese la mentalità è diversa. In Italia c'è meno mobilità e anche la situazione burocratica e contrattuale è molto più complessa".
Alexandra ci dice di essere stata molto fortunata da un punto di vista lavorativo, "ora però il mio problema principale è la famiglia, che è tutta in Italia. Oggi ho 37 anni e sono stanca, ho fatto le mie esperienze. Non mi dispiacerebbe rimanere qui perché ho una carriera e gli stipendi sono alti, ma mancano gli affetti".
"Mi sono persa tante cose, qui non festeggio nemmeno il Natale perché non ho lo spirito. – riflette ancora Fino a prima del Covid, periodo dove sono rimasta bloccata qui e mi sono sentita ancora più sola, non avevo mai considerato di rientrare in Italia in maniera definitiva".
Ora però ha deciso di rivoluzionare la sua vita e provare a rientrare il prossimo anno: "Non sarà facile, ma non posso più solo pensare al lato economico. La famiglia, gli affetti e gli anni persi non te li darà mai nessuno. Non so quanto rimarrò, ma la prendo come viene, un po' per una volta. So anche che posso tornare qui quando voglio e ricominciare".
"L'esperienza alle spalle ce l'ho, sono intraprendente e ho capito che, se voglio, posso fare qualsiasi cosa. – conclude – Non sono costretta a trovarmi un lavoro subito, fortunatamente ho messo qualcosa da parte. Ma vorrei vivermi un po' i miei genitori e la mia famiglia. Con loro mi sento tranquilla ed è una cosa che mi manca davvero".