Salgono a sei le vittime del naufragio di migranti avvenuto oggi nel Mediterraneo, a circa 30 miglia a nord delle coste libiche di Sabratha. Un gommone con a bordo un centinaio di persone è stato inghiottito dalle onde. Tra i morti c’è anche una bambino di appena sei mesi. A darne notizia è stata Open Arms, che con un tweet ha fornito il tragico aggiornamento del bilancio delle vittime. "Era un bimbo, si chiamava Joseph e veniva dalla Guinea. R.I.P", si legge in un tweet: l'organizzazione spagnola in un primo momento aveva scritto di una bimba di 6 mesi tra le vittime. “Nonostante gli enormi sforzi dell'equipe medica una bimba di 6 mesi è venuta a mancare a causa del naufragio. Avevamo chiesto per lei e per altri casi gravi un'evacuazione urgente, da effettuare tra breve, ma non ce l'ha fatta ad aspettare. Siamo addolorati”, recitava il precedente tweet di Open Arms, l'unica nave umanitaria impegnata in questo momento nell'attività di ricerca e soccorso dei migranti in fuga dalla Libia e che già ieri aveva soccorso altre 88 persone.

Il naufragio e l'intervento di Open Arms – La segnalazione di un gommone in difficoltà è arrivata alla Ong nel corso della mattinata da parte di uno dei velivoli di Frontex. L’imbarcazione secondo la Guardia Costiera italiana era in area Sar di responsabilità libica e la Ong è stata contattata in quanto "mezzo più utilmente impiegabile al momento”. Raggiunto il punto indicato, i volontari si sono trovati di fronte una complicatissima operazione di soccorso. Open Arms ha spiegato che il gommone con a bordo circa cento persone tra le quali alcuni bambini e donne incinte aveva ceduto e le persone erano in acqua, senza salvagente e dispositivi di sicurezza. In base a quanto è stato possibile ricostruire, i migranti sono finiti in acqua dopo che ha ceduto il fondo del natante su cui si trovavano, forse da due giorni. Soccorsi i migranti, l'equipe medica ha stabilizzato i casi più gravi, purtroppo per il piccolo Joseph non c’è stato nulla da fare.