"Non parlerei di abbandono, è stato un atto di amore quello dei genitori che hanno lasciato il proprio figlio in un posto dove erano sicuri che sarebbe stato accolto e curato". A dirlo il professor Nicola Laforgia, primario del reparto di Terapia intensiva neonatale del Policlinico di Bari, commentando il ritrovamento questa mattina di un neonato in una culla termica all'interno di una chiesa di Bari. "Il piccolo sta benissimo – ha dichiarato il medico – è stato visitato e non abbiamo rilevato alcuna problematica. Inutile raccontare l'emozione dei colleghi che erano di turno, è la prima volta che quella culla, installata qualche anno fa (in chiesa, ndr), viene utilizzata e io voglio vederci un segnale di speranza. La culla si è riempita in un momento particolare per tutti noi, per quello che abbiamo vissuto durante la fase acuta della pandemia. Per diversi motivi io leggo in questa storia un segnale di speranza che ci arriva. E non mi piace parlare di abbandono – prosegue – perché i genitori non hanno lasciato il piccolo in un posto qualunque, lo hanno portato in un luogo sicuro, gli hanno dato una possibilità a questo bimbo: è come se oggi rinascesse una seconda volta. A mio avviso si tratta di un atto di amore, non voglio nemmeno immaginare quanto sia stata sofferta e dolorosa la loro scelta".

Il piccolo Luigi trovato stamattina in una chiesa di Bari

Il neonato è stato trovato questa mattina nella parrocchia di San Giovanni Battista, nel quartiere Poggiofranco di Bari. Il piccolo era adagiato all'interno di una culla termica con accanto un bigliettino, probabilmente lasciato dai genitori, con indicazioni sul nome da dare al piccolo: Luigi. "Mamma e papà ti ameranno per sempre". Il prete che l'ha trovato ha subito allertato i carabinieri, che a loro volta hanno contattato il Policlinico di Bari, dove il bimbo, di cui al momento non si conosce l'età esatta, è stato trasferito e dove al momento è ricoverato nel reparto di neonatologia. Le sue condizioni sono buone e non destano preoccupazione. Sull'episodio indagano i carabinieri della stazione locale, che si sono messi sulle tracce della mamma e del papà del bambino.