5 anni di battaglie, la revoca della revoca della Regione siciliana e un “balletto” tra Tar, procure e Ministero della Difesa. Un pasticcio, quello del Muos, che ha mobilitato migliaia di persone pronte a difendere i propri figli da presunti rischi alla salute che potrebbero derivare dall’attivazione dell’impianto. Ma andiamo con ordine: cos’è il Muos? Si tratta di un sistema di comunicazioni satellitari al servizio del dipartimento della difesa americana: è composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, collocate in Virginia, Australia, Isole Hawaii e, appunto, a Niscemi in provincia di Caltanissetta. L’obiettivo del Muos è quello di facilitare la comunicazione tra militari in ambienti svantaggiati e dunque di coordinare tutti i sistemi militari statunitensi nel globo. Tutto a fini militari, per la difesa (anche) dell’Italia. Il Muos, nello specifico, è composto da tre grandi antenne con un diametro di circa 18m (come scrive l’ISS, ndr) che, secondo gli attivisti, a causa di un eccessivo rilascio di onde elettromagnetiche, potrebbe essere pericoloso per la salute dei cittadini. Accanto alle parabole, però, c’è anche la stazione NRTF, in funzione dal 1991 con 44 antenne di cui 21 attive e 23 non utilizzate da più di 6 anni.

Il “balletto” tra Tar, Procure e Ministero – Tutto comincia il 24 Gennaio 2007 quando il comando dell’Aeronautica militare di Sigonella invia il piano per l’installazione del Muos all’assessorato regionale Territorio e Ambiente (la base di Niscemi, infatti, è ubicata nella riserva naturale di Sughereta). Il 5 Ottobre 2012 la Procura di Caltagirone dispone il sequestro del Muos e qualche giorno dopo, il 28 Ottobre, il Tribunale delle Libertà di Catania lo annulla. Il 29 Marzo 2013 il Governo regionale presieduto da Rosario Crocetta revoca l’autorizzazione alla costruzione del Muos; il 20 Aprile il Ministero della Difesa presenta un ricorso al Tar di Palermo che, il 9 Luglio, lo respinge. Il 25 Luglio 2013, però, la Regione Siciliana firma la cosiddetta “revoca della revoca”: alla luce della relazione dell’Istituto Superiore di Sanità, Crocetta revoca lo stop autorizzativo al Muos. Il 13 Febbraio 2015, però, arriva la notizia che in molti attendevano da tempo: i giudici del Tar di Palermo accolgono i ricorsi presentati dal Comune di Niscemi, Movimento No Muos Sicilia e Legambiente. L’1 Aprile, inoltre, la Procura di Caltagirone dispone il sequestro del Muos per violazione delle norme ambientali. Successivamente il Cga di Palermo rigetta la sospensiva della sentenza del Tar del 13 Febbraio, avanzata dall'Avvocatura dello Stato; il Tribunale per il Riesame di Catania, invece, conferma il sequestro effettuato dalla Procura di Caltagirone.

Il Muos è davvero pericoloso per la salute? – Nella relazione finale l’Istituto Superiore di Sanità da una parte rassicura, dall’altra invita alla prudenza. “I risultati delle misure sperimentali effettuati dall’ISPRA indicano che tutti i limiti previsti dalla legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura e ancora: “Non sono prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici e, anche nell’ipotesi poco probabile di un puntamento delle antenne paraboliche al livello del terreno, si ritiene che tali rischi possano essere considerati del tutto trascurabili”. Poi, però, precisano: “La natura puramente teorica delle valutazioni impone comunque verifiche sperimentali successive alla messa in funzione delle antenne del sistema Muos”. Il comune di Niscemi, tra l’altro, è già interessato dai “fumi industriali” dovuti alla raffineria di Gela (approssimativamente l’area urbanizzata di Niscemi dista 14 km dalla raffineria in questione). Dal 2003 al 2009, esaminando le cause di morte, emergono alcuni eccessi significativi per malattie infettive e parassitarie, mieloma multiplo e malattie cerebrovascolari. “Il profilo di salute della popolazione del comune di Niscemi presenta un quadro critico degno di attenzione” precisa l’ISS che poi aggiunge: “Non esistono studi epidemiologici su installazioni come quelle previste a Niscemi […] Non esistono studi che abbiano fornito evidenze sufficienti per pronunciarsi in modo positivo o negativo sugli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici”.

Tutta la verità sull’Istituto Superiore di Sanità – I due membri designati dalla Regione Siciliana, poi, hanno voluto fare, in un documento a sé stante, alcune precisazioni: “La costruzione del Muos ricade in un contesto di grave inquinamento ambientale in fase di bonifica, che non può e non deve ulteriormente essere inquinato con altre installazioni […] Per quanto riguarda il profilo della salute della popolazione di Niscemi, sarebbe necessaria un’azione di attento monitoraggio ed ulteriore indagine […] Si suggerisce un’indagine che individui la reale dimensione del rischio alla salute […] Particolari cautele vanno adottate nella scelta dei dati da utilizzare per l’analisi delle emissioni del Muos, specie in seguito al fatto che l’Ambasciata USA tramite il Ministero della Difesa italiano, ha fornito all’ISS una versione del progetto manipolata e difforme da quella depositata al momento della richiesta di autorizzazione del 2006”. “Sull’inquinamento elettromagnetico nel lungo periodo non ci sono studi. Il parere dell’ISS non era poi così confortante: si concludeva dicendo che occorreva un monitoraggio sugli effetti dell’elettromagnetismo soprattutto sul lungo periodo e sui bambini” ha dichiarato, ai nostri microfoni, Nello Papandrea, legale dei Comitati No Muos. Sempre secondo Papandrea, ci sarebbe anche un altro (importante) provvedimento disposto dall’Asp di Caltanissetta: “Dicevano che in questa zona andrebbe rafforzata la diagnostica proprio per la presenza del Muos. Nelle strutture sanitarie, quindi, c’era una certa diffidenza, veniva colto il pericolo”. Il Muos, inoltre, sarebbe stato spostato da Sigonella a Niscemi “perché creava interferenze con gli aeroporti vicini”: “E ora, qui, abbiamo l’Aeroporto di Comiso” ha tuonato il legale.

 

Gli attivisti No Muos: “Abbiamo paura” – “Sappiamo che i campi elettromagnetici fanno male, vogliamo difendere la salute, la pace e il nostro territorio. E’ come se questo fosse un enorme forno a microonde […] Non c’è una famiglia che non abbia a casa un malato alla tiroide, alla prostata, ai tessuti molli, quindi tutte patologie tumorali; riscontriamo inoltre un aumento di autismo sui bambini e anche leucemie le quali superano la media nazionale”. Alcuni cittadini, invece, si sono schierati contro lo scopo militare del Muos: “E’ uno strumento di morte e guerra in tutto il mondo. La Sicilia è già una piattaforma di guerra nel Mediterraneo ad uso e consumo degli Usa: da questa base partiranno gli ordini dei droni. Di fatto non abbiamo più la sovranità nel nostro territorio e la magistratura fa quello che la politica non ha voluto fare in questi anni” hanno dichiarato, ai nostri microfoni, gli attivi No Muos. “Quando ci avviciniamo in zona, andiamo a casa con il mal di testa” ci ha confidato una donna. Duro il commento del Sindaco di Niscemi Francesco La Rosa: “Questo sistema è illegittimo, lo dice anche la magistratura penale e amministrativa. Il Muos non lo vogliamo”. A rincarare la dose il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando: “I diritti alla pace, alla salute, allo sviluppo economico e all’ambiente sono stati mortificati da scelte del governo americano, nazionale e regionale".

La “revoca della revoca” di Crocetta – I cittadini si sono sentiti "traditi" dal modo di affrontare la (delicata) questione da parte del Governo regionale che, prima, li ha sostenuti, per poi fare un dietrofront con la cosiddetta “revoca della revoca”: “Crocetta ha consentito agli americani di continuare a costruire il Muos. La verità è che ci sono interessi forti in ballo, interessi che ci impediscono di avere una classe politica che agisca per il bene comune. Questo è stato il più grande tradimento del nostro popolo”. Durissimo il commento di Giancarlo Cancelleri, deputato Ars del Movimento Cinque Stelle: “Crocetta ha fatto tutto il contrario di quello che poteva fare, è stata una vigliaccata quella di revocare la sua revoca. Il motivo? Gli interessi in campo riguardavano anche il commissariamento della Regione, così Ministero e governo nazionale gli hanno imposto di fare quell’azione. Noi, invece, andremo a Bruxelles il prossimo 22 aprile per portare in Commissione Ambiente dell’Ue le ragioni degli attivisti No Muos e per dire che questo impianto non lo vogliamo”.

Le repliche di Rosario Crocetta e della Marina USA di Sigonella – Ai nostri microfoni il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha dichiarato: "Avevo tentato di bloccare il Muos, poi l'Istituto Superiore di Sanità ha scritto quelle cose. La Regione, comunque, non si è costituita, quindi non abbiamo fatto resistenza all'opposizione, altrimenti non so come sarebbe finita. La causa, tra l'altro, è stata vinta sulla base della relazione dell'esperto nominato proprio dalla Regione siciliana. Questa materia, adesso, è affidata alla giustizia perché, in presenza di pareri diversi, decide la magistratura. Il mio, quindi, non è stato un tradimento". E sull'ipotesi – avanzata da Giancarlo Cancelleri ai nostri microfoni – che la "revoca della revoca" sia stata dovuta ad una possibile minaccia di commissariamento della Sicilia, Crocetta ha replicato così: "Ah, vabbè… Ripeto, la Regione non si è costituita contro coloro che non vogliono il Muos". Dalla Stazione Aeronavale della Marina USA di Sigonella, in una nota del 3 Marzo, fanno sapere che: “Ogni azione avviene nel pieno rispetto della normativa italiana […] Come è emerso dagli studi condotti
 da varie autorità italiane, le antenne NRTF (Naval Radio Transmitter Facility) e il MUOS di Niscemi non costituiscono alcun pericolo per la salute della popolazione locale. 
La costruzione del sito MUOS è ultimata, ma le strumentazioni non sono ancora in funzione. Il sito NRTF rispetta in pieno la normativa italiana ed europea in materia di sistemi di comunicazione, e le emissioni dei sistemi NRTF rimangono molto al
 di sotto dei limiti stabiliti. Ricordiamo, infine, che il MUOS e le antenne NRTF hanno come obiettivo la
 sicurezza dei Paesi occidentali, prima fra tutti l'Italia".