Moussa Diarra ucciso da un poliziotto, Ilaria Cucchi diffonde un video: “In mano aveva solo una posata”

Un video che ritrae gli ultimi istanti di vita di Moussa Diarra, il 26enne del Mali ucciso a colpi di pistola da un poliziotto a Verona nel 2024. Nel filmato, postato da Ilaria Cucchi sui social, lo si vede con in mano il coltello che aveva innescato la reazione del poliziotto. La senatrice lo definisce “una posata”.
A cura di Eleonora Panseri
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Alcuni screen del video pubblicato da Ilaria Cucchi.
Alcuni screen del video pubblicato da Ilaria Cucchi.

È stato diffuso nelle scorse ore un video che mostra gli ultimi istanti di vita di Moussa Diarra, il 26enne originario del Mali ucciso a colpi di pistola da un agente della Polizia ferroviaria a Verona il 20 ottobre 2024. A postare il video sui social è stata la senatrice Ilaria Cucchi.

Nel filmato si vede l'uomo a terra, agonizzante, mentre l'agente chiede l'intervento di un'ambulanza. Secondo quanto è stato ricostruito, in mano il migrante aveva un coltello che aveva innescato la reazione del poliziotto. Coltello che Cucchi definisce "una posata da tavola".

Sul caso la Procura di Verona ha concluso le indagini chiedendo l'archiviazione dell'agente, ravvedendo nell'episodio un caso di legittima difesa. I familiari di Diarra si sono opposti e il giudice dell'udienza preliminare si è riservato la decisione, nel corso dell'udienza del 12 febbraio scorso.

Il ragazzo, ha ricordato ancora Cucchi, era "in preda ad una crisi psichiatrica da frustrazione inflittagli dalla burocrazia cinica e violenta del nostro Paese. Giorni e giorni con appuntamenti andati a vuoto per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno che per lui era vitale. Quel lavoro gli serviva per rimanere in Italia e per contribuire al mantenimento della sua famiglia in Mali".

Cucchi (Avs): "Dallo zaino ha estratto una posata che usava per mangiare"

"Dallo zainetto che conteneva tutta la sua vita – prosegue – ha estratto una posata che usava per mangiare e l'ha usata in modo scomposto per minacciare un agente della Municipale che ha subito compreso lo stato di quel ragazzo incensurato e disperato".

Cucchi ricorda ancora come il comandante dei vigili avesse organizzato un intervento per eseguire un Tso "per quel ragazzo in evidenti difficoltà che se la prendeva, nel frattempo, con le auto parcheggiate della Polizia e vetrine della stazione". Mentre gli agenti della Polfer "avevano taser e scudi, ma hanno preferito prendere solo la pistola".

Il coltello che aveva in mano il 26enne.
Il coltello che aveva in mano il 26enne.

"Lo hanno inseguito. – prosegue la senatrice – Gli hanno sparato tre colpi tutti ad altezza uomo: uno ha forato il cappuccio della felpa di Moussa, un altro la vetrina dietro di lui ed infine il terzo al cuore. Doveva essere fatto così. Dicono. Si deve sparare alla sagoma per colpire organi vitali. I proiettili sono fatti per questo altrimenti non funzionano".

Cucchi ricorda che Matteo Salvini disse subito dopo l'accaduto che Moussa "non ci mancherà. Siamo a Verona e non Minneapolis. E Salvini non è Trump. Almeno spero", conclude.

La nota del comitato "Verità e giustizia per Moussa Diarra"

Il video sulla morte di Diarra diffuso oggi da Cucchi "si rivela una delle prove per cui questo omicidio merita un'indagine ed un processo", sostiene in una nota il comitato ‘Verità e giustizia per Moussa Diarra' che appoggia la famiglia del 26enne.

"Dopo l'udienza di giovedì – prosegue la nota – restiamo in attesa che la giudice sciolga le riserve sull'opposizione all'archiviazione per poter andare a processo, perché si portino in aula tutti gli elementi emersi nell'opposizione, perché la giustizia non abbia un colore".

Il legale dell'agente Polfer: "Gravi inesattezze e falsità nella ricostruzione"

"In merito ai contenuti diffusi sui social sulla morte di Moussa Diarra alla stazione di Verona Porta Nuova, è necessario correggere gravi inesattezze e falsità", ha scritto invece in una nota l'avvocato Matteo Fiorio, difensore dell'agente della Polfer.

"Non è assolutamente vero che il ragazzo fosse inseguito dai poliziotti: sono stati invece gli agenti della Polfer ad essere stati improvvisamente aggrediti da Moussa, armato di coltello e in rapida avanzata verso di loro. Non corrisponde al vero – prosegue il legale – neppure il fatto che il poliziotto abbia poi sparato per difendersi tre colpi ‘ad altezza uomo'".

Un colpo sarebbe stato esploso in aria "come avvertimento, che però non ha sortito alcun effetto, un secondo ha attraversato il cappuccio della felpa conficcandosi nella vetrata di fronte e il terzo proiettile ha attinto il braccio sinistro, deviando poi, dopo aver perforato il marsupio con telefono e portafoglio, verso il torace e infine il cuore".

"Questa dinamica, accertata dagli inquirenti – spiega Fiorio – è incompatibile con l'idea di una volontà di ‘sparare al cuore' come falsamente sostenuto da Ilaria Cucchi. Il video, inoltre, non é completo e tagliato ad arte".

Il legale conclude: "Il dolore per la morte di Moussa Diarra è profondo e va rispettato, ma il confronto pubblico deve svolgersi sui fatti ricostruiti negli atti ufficiali, nel rispetto della verità e della dignità professionale dell'agente, che ha agito per difendere la propria incolumità".

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