Morto nella cella frigorifera a Termoli, l’autopsia non scioglie i dubbi: “Necessari altri accertamenti”

L'autopsia non scioglie i dubbi sul caso di Andrea Costantini, il 38enne trovato morto nella cella frigorifera del supermercato di Termoli (Campobasso) dove lavorava come macellaio.
Sul decesso indaga la Procura di Larino. Contattato telefonicamente da Fanpage.it, l'avvocato Piero Lorusso, legale dei genitori di Andrea che non credono all'ipotesi del suicidio, ha confermato la necessità di ulteriori accertamenti per fare piena luce su quanto accaduto.
"Abbiamo richiesto l'esame del Dna sul coltello trovato nella cella frigorifera, sia sulla lama che sull'impugnatura; sulla penna e sul foglio che conteneva il messaggio di addio di Andrea, da corredare con una perizia dattiloscopica, e sugli indumenti che indossava in quel momento".
Richiesto anche un esame sulla compatibilità degli schizzi di sangue presenti sul luogo del ritrovamento con l'ipotesi suicidaria o omicidiaria e l'accertamento dell'orario della morte. Un esame che per il legale è "assolutamente indispensabile".
"Abbiamo un ‘buco' temporale tra le 17 e le 20.30″, spiega l'avvocato (il corpo è stato trovato alle 21, ndr). Nel pomeriggio di ieri, martedì 24 marzo, si è tenuto un incontro tecnico durante il quale il consulente tecnico nominato dal giudice, il professor Cristian d'Ovidio, ha illustrato alle parti i primi esiti degli accertamenti medico-legali svolti il 14 gennaio scorso.
Il medico ha condiviso dati e informazioni con le parti e chiederà formalmente al giudice per le indagini preliminari di effettuare ulteriori approfondimenti, servendosi di una genetista. Alla sua istanza si aggiungono quelle dei legali delle parti.
Dalla disamina infatti sarebbero emersi elementi "che, allo stato, non consentono di formulare conclusioni definitive in ordine alla dinamica dei fatti", ha confermato la legale che difende la compagna del 38enne, l'avvocata Paola Cecchi in una dichiarazione rilasciata dopo l'incontro.
"Sono state rilevate anche necrosi putrefattive molto evidenti che rendono complessa l'attività medico-legale", precisa invece Lorusso. Un altro elemento da chiarire è relativo al ritrovamento dell‘arma con cui l'uomo si sarebbe tolto la vita o sarebbe stato ucciso.
Come aveva spiegato a Fanpage.it qualche tempo fa l'avvocato Lorusso, sarebbe stato infatti rinvenuto in una "posizione innaturale", lontana dal corpo del 38enne.
"Abbiamo dichiarazioni contraddittorie. – spiegava – In un primo verbale si fa riferimento a questo coltello in prossimità della mano destra di Andrea, in un successivo verbale risulterebbe invece dietro ad alcune casse, affermazione corroborata dalle foto che effettivamente lo collocano in quella posizione".
In più c'è una chiamata che sarebbe partita alle 20.08.28 dal cellulare del 38enne il giorno del ritrovamento del corpo. La telefonata si collocherebbe circa 3 ore dopo l’ultimo segno di vita "lavorativo" del macellaio (l'etichettatura di un prodotto alle 16.56) e solo 22 minuti prima che iniziassero le ricerche ufficiali da parte dei colleghi.