Morte giudice Francesca Ercolini, depositati i risultati dell’autopsia. Chi sono i sei indagati

La salma di Francesca Ercolini tornerà in Molise solo dopo l’udienza fissata per il 26 febbraio, quando si svolgerà l’incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari. La magistrata molisana, trovata senza vita nella sua abitazione di Pesaro il 26 dicembre 2022, si trova ancora al Policlinico Umberto I di Roma, dove è stata trasferita dopo la riesumazione effettuata lo scorso giugno nel cimitero di Riccia, in provincia di Campobasso.
Questa mattina il medico legale Vittorio Fineschi ha depositato in Procura a L’Aquila i risultati dell’autopsia. Fineschi, noto anche per il caso Garlasco, ha esaminato il corpo della giudice per verificare la presenza di eventuali lesioni e, se presenti, determinarne natura e origine. La Procura dell’Aquila, competente per le indagini su magistrati nelle Marche, ha disposto la riesumazione e la proroga degli accertamenti, riaprendo il caso dopo che era stato archiviato come suicidio.
Francesca Ercolini, magistrata attiva in Molise, era nota per il suo impegno professionale e per la carriera giudiziaria maturata in diversi incarichi sul territorio. Alla base delle nuove indagini c’è la determinazione della madre della vittima, Carmela Fusco, sorella della politica molisana Angiolina Fusco Perrella, scomparsa nel 2021. Da sempre convinta che la figlia non si sia tolta la vita, ha sollecitato verifiche più approfondite e insistito per la riesumazione del corpo, consentendo alla Procura di compiere accertamenti più dettagliati.
L’inchiesta attuale coinvolge sei indagati: il marito della magistrata, il figlio, minorenne all’epoca dei fatti, e quattro funzionari delle forze dell’ordine. Le accuse a loro carico comprendono depistaggio, falsità ideologica e violazione del segreto istruttorio, con sospetti legati alla gestione delle prime fasi dell’indagine. Tra i coinvolti c’è anche il medico legale che aveva effettuato la prima autopsia.
Negli ultimi mesi i Ris di Roma hanno effettuato sopralluoghi nella casa di via Zara per ricostruire la scena del decesso. Il tentativo di accedere all’iPhone della magistrata non ha avuto esito, impedendo di raccogliere eventuali informazioni dal dispositivo. La relazione depositata da Fineschi diventerà elemento centrale per il dibattito tra le parti durante l’incidente probatorio.