Botte, maltrattamenti e ora anche lo spettro dell'abuso sessuale. L'inferno domestico di casa Blanco – Spatola, a Rosolini, nel cuore della provincia siracusana, forse includeva anche quest'ulteriore forma di violenza. Vittima un bimbo di 21 mesi Evan Giulio Lo Piccolo, ucciso, letteralmente di botte, nell'agosto scorso e morto all'ospedale di Modica dopo soccorsi inutili.

Ora che il patrigno del piccolo Evan, Salvatore Blaco (30 anni) e la madre del bimbo, Letizia Spatola (23 anni) sono rinchiusi in carcere con l'accusa di omicidio e maltrattamenti in famiglia, un'altra ipotesi criminosa si staglia all'orizzonte, dopo lo studio delle intercettazioni ambientali raccolte in casa dagli inquirenti. Fu il sospetto dei maltrattamenti, infatti, a far sorgere l'esigenza di ascoltare quella coppia nell'intimo delle quattro mura domestiche, rivelando retroscena che oggi, si fa fatica a elaborare. Tra una telefonata e una visita degli gli assistenti sociali, il piccolo Evan, inerme nella stanzetta, era esposto ai maltrattamenti e agli abusi da parre del compagno della madre.

Proprio nelle trascrizioni delle intercettazioni, tra rumori, botte, sospiri e respiri soffocati, gli inquirenti hanno intravisto lo spettro dell'abuso. "Si tratta un'ipotesi che potrebbe rivelarsi difficile da dimostrare – commenta Anna Vaglia, giurista, criminologa e consulente di parte civile – non è affatto scontato che l'autopsia sul corpicino di Evan dia riscontro del presunto abuso, perché potrebbe non aver segno alcuno. Dobbiamo essere molto cauti e prudenti, in questa fase".