I capi d'imputazione sono violenza sessuale, abbandono di persona incapace e omissione di soccorso in concomitanza con la morte. Gli imputati due. Si avvicina la sentenza di primo grado per la morte di Anna Carlini, la giovane paziente psichiatrica aggredita, stuprata e lasciata morire in un sottopasso nei pressi della stazione di Pescara, nell'estate del 2017. Sono passati tre anni e i due uomini che l'hanno aggredita verranno presto giudicati per un reato diverso da quello inizialmente indicato dal pm che indagò, ovvero quello di omicidio volontario.

Anna Carlini, infatti, è morta per arresto cardiocircolatorio dopo essere stata picchiata e violentata da due sconosciuti. Secondo l'autopsia la ragazza, deceduta due ore dopo l'aggressione, avrebbe potuto salvarsi se soccorsa tempestivamente. Invece i suoi aguzzini l'hanno abbandonata su una logora brandina nel sottopassaggio dove poi il suo corpo è stato ritrovato. Secondo l'esito dell'esame tossicologico, la 33enne ha assunto una dose elevata degli psicofarmaci che le erano stati prescritti e aveva bevuto dell'alcol. Per la sorella, Isabella Martello, tutrice legale di Anna, la ragazza non avrebbe mai assunto farmaci e bevuto di sua volontà.

"L'hanno fatta morire, è stato un omicidio", dice a Fanpage.it, Isabella, rappresentata dall'avvocato Fiorenzo Pavone, legale di parte civile. "Perché è caduta l'accusa di omicidio volontario formulata inizialmente per i due uomini che hanno cagionato la morte di mia sorella?", chiede Isabella. "Temo che la morte di mia sorella sia passata sotto silenzio perché si tratta di una paziente psichiatrica, malata. Proprio per questo, secondo me, quello che ha subito meriterebbe maggiore attenzione. Farle del male era come farlo a un bambino incapace di difendersi". Il giorno in cui è stata aggredita, Anna Carlini era temporaneamente sfuggita al controllo di sua sorella e si era allontanata da sola. All'immediata denuncia di scomparsa è seguita la notizia della morte della ragazza, ritrovata poche ore dopo cadavere a pochi chilometri da casa.