Milano, l’Asl chiede indietro i soldi ai medici di base. “Curati pazienti residenti all’estero”

A cura di D. F.
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L’azienda sanitaria locale ha scoperto che migliaia di pazienti, residenti all’estero, continuavano ad essere curati illegittimamente dai medici di base, che ora dovranno restituire dai 300 ai 78mila euro.

L'Azienda Sanitaria Locale di Milano ha avviato una procedura di recupero per i rimborsi percepiti dai medici di famiglia, che avrebbero prestato assistenza sanitaria anche ai pazienti iscritti all'Aire, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, ovvero persone che non hanno più alcun diritto a usufruire ad usufruire dell'assistenza sanitaria di base. I medici, tuttavia, avrebbero continuato a curarli e di conseguenza a ricevere pagamenti poiché fino a pochi giorni fa i nomi di quei pazienti erano ancora presenti nell'anagrafe regionale. Le cifre che i medici dovranno rimborsare variano tra i 300 e i 78mila euro e le posizioni irregolari scoperte sono circa sette mila.

La questione è esplosa a febbraio, quando i funzionari della Asl hanno incrociato i dati dell'anagrafe comunale e di quella regionale, scoprendo che migliaia di pazienti – pur iscritti nei registri del Siss, il sistema informatico regionale – in realtà risultavano residenti all'estero e quindi non avevano più diritto all'assistenza del medico di famiglia. Grazie a questa scoperta l'azienda sanitaria locale ha inviato delle raccomandate all'80% dei 1.123 medici della città, chiedeno la restituzione dei rimborsi percepiti per l'assistenza a quei pazienti "illegittimi". In alcuni casi i pagamenti da restituire sono cospicui, di decine di migliaia di euro.

In ogni caso dal 1 gennaio 2014 – e in attesa di un chiarimento definitivo – i pagamenti ai medici sono stati sospesi. In questo quadro lo Snami, il sindacato degli autonomi, ha sottolineato come la colpa non sia affatto dei medici, bensì della mancata manutenzione dei registri: "Senza contare che molte contestazioni — spiega l’avvocato Gennaro Messuti — riguardano pazienti che hanno comunque continuato a rivolgersi al medico di famiglia, che ha svolto una prestazione e ha dato loro assistenza".

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