Metal detector davanti scuola dopo l’omicidio del 18enne a La Spezia: accolta richiesta della preside

Controlli delle forze dell'ordine e metal detector portatili davanti alla scuola Einaudi-Chiodo di La Spezia per evitare vengano introdotti in classe armi e coltelli come quello usato per uccidere il diciottenne Youssef Abanoub, lo studente accoltellato a morte venerdì 16 gennaio da un compagno di scuola ora in carcere, Zouhair Atif. Lo ha deciso il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito ieri per stabilire le azioni da intraprendere per una maggiore sicurezza nella scuola teatro del brutale delitto.
La decisione è arrivata dopo la richiesta della stessa preside dell’Istituto Einaudi-Chiodo. La dirigente scolastica infatti aveva avanzato la proposta nel corso dell'incontro avvenuto martedì col Prefetto della Spezia, alla presenza del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria e del Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale della Spezia.
Nella successiva riunione del Comitato Provinciale per l’ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura, alla presenza dell’Assessore alla Sicurezza del Comune della Spezia, del Questore, dei vari comandanti delle varie forze dell'ordine e della stessa Dirigente Scolastica e del Direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale, la proposta infatti è stata accolta.
Durante la riunione, "si è convenuto che all’esterno degli Istituti scolastici venga svolta un’accurata attività di controllo in coordinamento fra le Forze di polizia, con possibilità di utilizzare dispositivi portatili di metal-detector qualora le circostanze lo richiedano a fini di sicurezza" spiega l'annuncio del Comitato per l'ordine e la sicurezza.
Intanto, dopo i funerali e l'addio al giovane ucciso in classe, la scuola si è mobilitata anche per il rientro dei compagni a lezione. Un’équipe di psicologi infatti è stata messa a disposizione per il sostegno psicologico degli allievi ma anche per i docenti che hanno vissuto in prima persona quei terribili momenti.