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24 Dicembre 2019
11:38

Mestrino, si valuta la morte cerebrale per il bimbo di 5 mesi: “L’ho cullato troppo forte”

Avrebbe ammesso di aver cullato troppo forte il figlio di 5 mesi perché piangeva senza sosta la mamma di 29 anni residente a Mestrino indagata per lesioni aggravate dopo che il bambino è finito in coma con gravi traumi al cervello. Secondo gli inquirenti, la donna lo avrebbe scosso con violenza: “Piangeva, piangeva e non smetteva mai. Ma l’ho solo cullato”.
A cura di Ida Artiaco
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Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

L'avrebbe cullato troppo forte per farlo smettere di piangere. È questo quanto dichiarato agli inquirenti dalla mamma di 29 anni di Mestrino, accusata di lesioni aggravate dopo che il figlio di soli 5 mesi è arrivato in coma in ospedale dopo essere stato scosso con violenza. Le condizioni del bambino che da sabato si trova in ospedale in coma a Padova sono disperate. Il piccolo è nel reparto di terapia intensiva di Pediatria, i medici hanno richiesto l'intervento della commissione per la morte cerebrale. Continuano intanto senza sosta le indagini per cercare di ricostruire quanto successo lo scorso sabato mattina, conclusosi con la corsa al pronto soccorso nell'ambulanza chiamata dai genitori del neonato dopo che quest'ultimo aveva perso i sensi. I medici subito hanno capito che non poteva trattarsi di un malore e per questo hanno avvertito i carabinieri. Secondo una prima ricostruzione, il piccolo sarebbe stato vittima del cosiddetto "baby shaking", un'azione molto pericolosa per quella età.

Da un primo riscontro medico-scientifico, infatti, il neonato avrebbe subito gravi traumi al cervello perché sarebbe stato "scosso" con forza. Arrivato in ospedale il bimbo perdeva anche un po' di sangue dalla bocca. È probabile che abbia avuto una crisi di pianto a causa di un dentino da latte e forse per i primi dolori della crescita, e che quei singhiozzi prolungati e costanti abbiano innervosito ed esasperato la mamma. I militari, dopo essersi accertati delle condizioni di salute del bambino, hanno interrogato i genitori. La 29enne ha ammesso che "forse l’ho cullato con forza. Piangeva, piangeva e non smetteva mai. Erano due ore e mezza che continuava a piangere. Mio marito dormiva, e io ho preso in braccio il nostro bambino. Camminavo su e giù per la casa cullandolo nel tentativo di calmarlo. L’ho solo cullato, nient’altro…. Non ricordo di averlo scosso". Tuttavia, gli inquirenti hanno iscritto il suo nome nel registro degli indagati. Nei prossimi giorni la pubblica accusa nominerà come consulenti tecnici i medici legali De Caro e Porzionato dell’Università di Padova, che dovranno verificare i danni fisici subiti dal piccolo e come questi siano stati provocati. I dottori del pronto soccorso pediatrico visitandolo, si sarebbero accorti di alcuni lividi sul torace e sulla schiena, forse riconducibili alla pressione dei polpastrelli di una mano di un adulto. Ma le domande senza risposta sono ancora troppe.

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