“Messina Denaro andava a Milano per vedere il cugino”: cosa ha svelato il pentito Pace prima di suicidarsi

Oggi 19 marzo si è tenuta nell'aula bunker davanti al carcere di San Vittore a Milano la prima udienza del maxi processo Hydra. Dopo il rito abbreviato che si è concluso lo scorso 12 gennaio con 62 condanne e con pene fino a 16 anni, ora si sta procedendo con il dibattimento di rito ordinario. Si tratta del duro colpo alla mafia firmato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, con i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, e dai carabinieri del Nucleo investigativo. L'inchiesta Hydra ha svelato la pax criminale tra le più "tradizionali" organizzazioni criminali in Italia. Un vero e proprio "sistema mafioso lombardo".
Tra gli imputati di oggi ci sono Paolo Aurelio Errante Parrino, parente dell'ex boss di Trapani Matteo Messina Denaro arrestato il 16 gennaio del 2023 e morto il 25 settembre dello stesso anno, e anche Gioacchino Amico, presunto vertice del "sistema mafioso lombardo" per conto della Camorra del clan dei Senese. Ma anche Santo Crea e Giancarlo Vestiti: il primo presunto boss della ‘ndrangheta e il secondo presunto "luogotenente" della camorra.
La svolta in questa inchiesta arriva anche grazie alla collaborazione di pentiti e imputati, come Francesco Bellusci vicino alla locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate. Oggi sono stati depositati i verbali di due nuovi collaboratori di giustizia dell'inchiesta Hydra: si tratta del boss Gioacchino Amico e di Bernardo Pace. Quest'ultimo, 61 anni, era tra i condannati dello scorso gennaio. Il mese successivo, quindi a febbraio, aveva deciso di iniziare a collaborare e tre giorni fa si è suicidato nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Qui era stato trasferito dopo aver iniziato a collaborare. Ma cosa aveva svelato prima di togliersi la vita?
Nell'interrogatorio del 19 febbraio Bernardo Pace aveva rivelato che Matteo Messina Denaro, il capo mandamento di Trapani, nei suoi 30 anni di latitanza veniva a Milano per incontrare Paolo Aurelio Errante Parrino, ovvero suo cugino e oggi già in carcere in attesa della sentenza del processo Hydra. I due cugini si incontravano per conto del "sistema mafioso lombardo". Ma dove si incontravano i due contando che tutta Italia cercava Messina Denaro? Secondo il collaboratore Pace, Parrino incontrava il rappresentante del mandamento mafioso di Castelvetrano "allo studio dell'avvocato, il cognato", dove "loro facevano delle riunioni (…) ma non alla presenza dell'avvocato o anche alle volte c'era". Questo è quello che si legge nei verbali ma c'è di più.
Il collaboratore di giustizia aveva detto: "Ammetto l'esistenza dell'unione mafiosa oggetto del procedimento Hydra e il mio ruolo all'interno di quell'associazione mafiosa. Ammetto, altresì, le mie responsabilità per i reati fine a me contestati". Il mistero resta su cosa ha risposto alla domanda dei pm sui "rapporti tra l'organizzazione mafiosa" e "esponenti politici locali e nazionali". Il collaboratore di giustizia aveva risposto così: "Allora ci sono…". Poi le successive 7-8 pagine vengono coperte da omissis.