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25 Dicembre 2021
09:08

Messa di Natale, Papa Francesco: “Dare dignità al lavoro, basta morti”

“L’uomo è signore e non schiavo del lavoro”, ha ricordato il Pontefice durante l’omelia della notte di Natale. “Oggi tutto si ribalta: Dio viene al mondo piccolo. La sua grandezza si offre nella piccolezza” ha detto il Papa.
A cura di Biagio Chiariello
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"Nel giorno della Vita ripetiamo: basta morti sul lavoro! E impegniamoci per questo". Papa Francesco celebra la Messa della notta di Natale dall’altare della confessione della Basilica di San Pietro. E durante l'omelia si sofferma sulla strage dei morti sul lavoro, più di mille nel 2021 in Italia.

"Gesù nasce lì, vicino ai pastori, vicino ai dimenticati delle periferie. Viene dove la dignità dell'uomo è messa alla prova. Ci ricorda quanto è importante dare dignità all'uomo con il lavoro, ma anche ‘dare dignità al lavoro dell'uomo', perché l'uomo è signore e non schiavo del lavoro. Nel giorno della vita ripetiamo: basta morti sul lavoro! E impegniamoci per questo".

Poi continua: "Guardiamo ancora al presepe e vediamo che Gesù alla nascita è circondato proprio dai piccoli, dai poveri – ha sottolineato il Pontefice -. Chi sono? I pastori. Erano i più semplici e sono stati i più vicini al Signore. Lo hanno trovato perché, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge". "Stavano lì per lavorare, perché erano poveri e la loro vita non aveva orari, ma dipendeva dal gregge – ha ricordato Francesco -. Non potevano vivere come e dove volevano, ma si regolavano in base alle esigenze delle pecore che accudivano".

Cosa chiedere a Gesù per Natale? "La grazia della piccolezza – ha detto Papa Francesco nel corso dell'omelia – Signore, insegnaci ad amare la piccolezza. Aiutaci a capire che è la via per la vera grandezza. Ma che cosa vuol dire, concretamente, accogliere la piccolezza? Per prima cosa vuol dire credere che Dio vuole venire nelle piccole cose della nostra vita, vuole abitare le realtà quotidiane, i semplici gesti che compiamo a casa, in famiglia, a scuola, al lavoro. È nel nostro vissuto ordinario che vuole realizzare cose straordinarie".

"Dio si abbassa e noi vogliamo salire sul piedistallo – ha insistito Francesco -. L'Altissimo indica l'umiltà e noi pretendiamo di apparire. Dio va in cerca dei pastori, degli invisibili; noi cerchiamo visibilità, farci vedere. Gesù nasce per servire e noi passiamo gli anni a inseguire il successo. Dio non ricerca forza e potere, domanda tenerezza e piccolezza interiore".

Quindi ecco il messaggio: Dio non cavalca la grandezza, ma si cala nella piccolezza. "Piccolezza, lo stupore di quel bambino piccolo: questo è il messaggio. Ma c'è di più – ha quindi aggiunto il Pontefice -. Gesù non desidera venire solo nelle piccole cose della nostra vita, ma anche ‘nella nostra piccolezza': nel nostro sentirci deboli, fragili, inadeguati, magari persino sbagliati".

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