Secondo il Consiglio di Stato è necessaria “una nuova, urgente, motivata rilevazione specifica dell’impatto dell’uso prolungato” delle mascherine sui bambini e le bambine con meno di 12 anni, da valutare anche “alla luce dei criteri dettati dall’Oms”. Secondo il presidente della terza sezione del Consiglio di Stato, Franco Frattini, “l’imposizione non giustificata di un dispositivo come il Dpi su scolari giovanissimi presuppone l’onere per l’autorità emanante di provare scientificamente che l’utilizzo non abbia impatto nocivo sulla salute psico-fisica dei destinatari”. Con un decreto monocratico Frattini ha sospeso l’obbligo per una bambina con difficoltà respiratorie di indossare la mascherina a scuola.

Secondo il Consiglio di Stato il nuovo accertamento sull’impatto della mascherina sui più giovani e, in particolare, su quelli in età scolare, è necessario perché viene ritenuto non sufficiente “il mero richiamo a precedenti documenti scientifici anche del Cts”. Motivo per cui la terza sezione del Consiglio di Stato ritiene plausibile l’ipotesi di una “responsabilità” in caso di ritardi o omissioni di un atto di questo genere. Il caso è nato dal ricorso contro l’uso della mascherina depositato al Tar del Lazio dai genitori di una bambina che frequenta una scuola in provincia di Bolzano.

Il Consiglio di Stato si era già espresso su casi in parte simili sull’uso della mascherina per i più piccoli. A gennaio, per esempio, era stata decisa la sospensione dell’obbligo di indossare la mascherina durante tutto l’orario di lezione per un’alunna con problemi di difetto di ossigenazione. In quel caso i genitori della studentessa avevano documentato con tanto di certificato medico i problemi della bimba che sarebbero stati accentuati dall’uso prolungato della mascherina. Per questo motivo il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere l’obbligo di indossare la mascherina durante l’orario di lezione, anche a causa della mancata possibilità di verificare l’ossigenazione attraverso saturimetro o altri strumenti.