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Mario Siffu morto dopo un’operazione chirurgica a Sassari, aperta un’inchiesta sul decesso del detenuto

Il 32enne Mario Siffu è morto nell’ospedale di Sassari dopo un’operazione chirurgica fatta d’urgenza. I genitori del detenuto hanno chiesto lo svolgimento dell’autopsia per appurare le cause del decesso dell’uomo. Siffu lamentava dolori addominali da diverso tempo nel carcere di Bancali dove era detenuto per alcuni furti.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Mario Siffu
Mario Siffu

È stata aperta un'inchiesta sulla morte di Mario Siffu, il giovane 32enne di Porto Terres deceduto per una grave setticemia dopo un intervento chirurgico nella notte di martedì nell'ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Il reparto specializzato dell'Arma dei carabinieri Nas sta procedendo negli accertamenti su delega del pubblico ministero, titolare dell'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica.

I genitori di Siffu sono assistiti dall'avvocato Giuseppe Onorato e hanno presentato un esposto in Procura per chiedere l'esecuzione dell'autopsia per accertare le cause della morte del 32enne. Siffu era stato operato dopo aver lamentato forti dolori all'addome nel carcere di Bancali, nel quale si trovava per alcuni precedenti legati a piccoli furti. Ieri, giovedì 26 marzo, sarebbe stato per Siffu il primo giorno di libertà dopo circa 6 mesi di carcere.

L'intervento chirurgico urgente non è bastato a salvargli la vita: dopo il ricovero avvenuto nella serata del 23 marzo e il trasporto in emergenza al pronto soccorso, l'operazione è avvenuta nella notte tra lunedì e martedì dopo il trasferimento nel reparto di Rianimazione.

Il referto medico parla di occlusione intestinale, un problema di salute che Siffu lamentava da qualche mese. Martedì 24 marzo, intorno alle 15 del pomeriggio, Siffu è deceduto per una grave infezione. Ora i familiari chiedono l'esecuzione dell'autopsia e indagini per capire se vi siano state negligenze o ritardi nei soccorsi al 32enne detenuto.

Sarà la Procura a dover accertare cosa sia accaduto tramite esami autoptici e indagini sulle cartelle cliniche del 32enne. Da capire anche se, con un intervento tempestivo, la struttura carceraria avrebbe potuto contribuire a salvare la vita al giovane: l'ipotesi è che, con un ricovero disposto prima che si verificasse l'emergenza, il 32enne avrebbe potuto superare senza problemi l'operazione chirurgica.

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