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23 Settembre 2021
07:52

Marika, arbitro di 27 anni, morta durante il parto: aperta un’inchiesta, il neonato è intubato

Lutto a Savona per la morte di Marika Galizia, l’arbitro di 27 anni deceduta dopo aver partorito all’Ospedale San Paolo il suo bambino. Il piccolo è stato trasferito in condizioni critiche al Gaslini di Genova dove è intubato e sostenuto da un ventilatore. Aperta un’inchiesta e fissata per domani l’autopsia per scoprire le cause del decesso della giovane, forse riconducibili ad un’embolia da liquido amniotico. L’Aia: “Fai buon viaggio”.
A cura di Ida Artiaco
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È lutto a Savona per la morte di Marika Galizia, la 27enne che ha perso la vita la notte scorsa all'ospedale San Paolo dopo aver dato alla luce il suo bambino in circostanze che al momento sono ignote. Il piccolo è ricoverato in condizioni critiche all'ospedale Gaslini di Genova dove è stato trasferito subito dopo la nascita: è intubato e sostenuto con un ventilatore meccanico dopo essere stato colpito da asfissia perinatale, il che vuol dire che quando è nato c'era assenza di attività cardiaca e respiratoria. Le cause del decesso di Marika, che faceva l'arbitro da 11 anni e che era figlia di un assistente capo della Questura di Savona aggregato alla Polfer di Albenga, sono oggetto di indagine: si vuole capire come le condizioni della ragazza, che non presentava alcun problema di salute pregresso, siano potute peggiorare fino alla morte. La Procura ha aperto un'inchiesta e disposto l'autopsia, che verrà eseguita domani, venerdì 24 settembre, e che potrà aiutare a rispondere ad alcune delle domande che inquirenti e familiari della vittima si stanno facendo nelle ultime ore.

Le possibili cause della morte di Marika

L'Asl2 ha avviato l'audit interno, mentre il governatore della Liguria Giovanni Toti ha inviato al San Paolo gli ispettori perché controllino le cartelle cliniche, i report e ascoltino i colleghi. Secondo una prima ricostruzione, Marika era arrivata in ospedale per il parto, ma durante il travaglio qualcosa è andato storto e lei ha perso conoscenza. È stato praticato un taglio cesareo, poi la situazione è degenerata e lei è stata trasferita in rianimazione. I sanitari hanno provato per un'ora a salvarle la vita ma senza successo. "La paziente è stata ricoverata ieri mattina per il parto al termine di una gravidanza nella norma, in salute e con tutti gli esami di routine regolari. Lo stato di salute della paziente si è aggravato improvvisamente durante il decorso del parto (un cesareo d’emergenza, ndr) ed è stato disposto l’immediato trasferimento in rianimazione. Il decesso è sopravvenuto durante la notte", si legge in una nota dell'Asl2. Probabilmente il decesso sarebbe riconducibile ad un’embolia da liquido amniotico, un evento molto raro che si verifica quando un po’ di liquido amniotico che contiene cellule o tessuto fetale entra nel torrente ematico della madre, causando una grave reazione nella donna. Ma si tratta al momento solo di ipotesi.

Il cordoglio del mondo dello sport

Marika era molto conosciuta a Savona e dintorni anche per la sua passione sportiva. Da 11 anni era un arbitro. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati sui social da parte dei colleghi e della Federazione italiana (Aia). Tra questi, quello di Gianluca Panizza, numero uno della sezione di Albenga, che su Facebook ha scritto: "Marika è diventata arbitra dopo pochi giorni che ero stato eletto presidente. Una ragazza timida, particolare, sempre nel suo mondo fatto di peluche. Arbitrava con una leggerezza tutta sua, in punta di piedi per non disturbare. Soprattutto era una persona buona. Incapace di pensare qualcosa di negativo verso gli altri. Gli indiani dicono che entriamo in questo mondo con i pugni chiusi, stretti. E da qui c’è ne andiamo con i palmi della mano rivolti verso l’alto. Come a chiedere perché? Nel caso di Marika proprio a chiedere perché! Ciao Marika ! Fai buon viaggio".

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