Mamma e figlio morti a Rovigo: si indaga sulle tensioni in famiglia per il bimbo avuto senza matrimonio

Si svolgerà oggi, lunedì 30 marzo, l'autopsia sui corpi senza vita di Chen Yan e del suo figlioletto di circa 1 anno. Mamma e figlio sono stati trovati morti nel laghetto artificiale di Castelguglielmo (Rovigo) nella giornata di sabato. Alcuni residenti hanno raccontato di aver visto la 39enne spingere il passeggino poco prima della scoperta dei cadaveri. Si indaga per omicidio contro ignoti, ma al momento si tratta di un atto dovuto per compiere ulteriori accertamenti e chiarire la dinamica dei fatti.
Non si esclude il delitto, ma neppure la pista dell'omicidio-suicidio è stata completamente accantonata. I genitori della 39enne sono stati ascoltati in caserma dagli investigatori e sono stati accompagnati da un amico.
La famiglia di origine cinese viveva da anni a Presciane. A Castelguglielmo sono pochi i residenti che possono dire di conoscere davvero la famiglia della 39enne: si tratta infatti di persone discrete e riservate. Qualcuno li descrive come "chiusi" anche nei confronti di altri cittadini di origini cinesi che negli anni hanno costruito una piccola comunità.
La 39enne aveva deciso di crescere il bimbo da sola e in famiglia questa decisione era stata accolta con fatica. Secondo quanto emerge dal racconto dei genitori agli investigatori, in casa non erano mancate discussioni legate alla scelta della giovane. Non risultano problemi di altro genere: dal punto di vista economico, la famiglia vive modestamente ma senza grosse difficoltà e non è seguita dai servizi sociali del Comune di Castelguglielmo.
L'autopsia chiarirà nelle prossime ore la dinamica dei fatti. Per ora gli inquirenti ritengono che la 39enne possa aver scavalcato la recinzione con il bimbo in braccio, gettandosi in acqua. Non si esclude però l'ipotesi di un delitto compiuto da terzi e per non lasciare nulla al caso, chi indaga ha deciso di ascoltare conoscenti e amici.