Macerata, processo a Luca Traini. Chiesto il rito abbreviato. Il suo avvocato: “E’ un gigante buono”

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Luca Traini ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato. Nel frattempo la Procura di Macerata ha richiesto che nei suoi confronti venga effettuata una perizia psichiatrica.

Luca Traini ha chiesto di essere sottoposto a processo con il rito abbreviato. L'imputato, accusato di strage, tentato omicidio plurimo e danneggiamenti aggravati dall’odio razziale in quanto autore della sparatoria del 3 febbraio 2018 a Macerata, si è presentato in Tribunale questa mattina insieme al suo avvocato Giancarlo Giulianelli scortato da un ingente numero di agenti di polizia. E' stato proprio il suo legale a inoltrare la richiesta di rito abbreviato nella speranza di evitare così una possibile perizia psichiatrica, che invece è stata espressamente richiesta dal Procuratore Giovanni Giorgio e alla quale entro una settimana la Corte dovrà dare una risposta. "Non sembra, ma Luca Traini è un gigante buono e non è xenofobo", ha affermato  il suo avvocato Giulianelli al termine dell'udienza. Secondo il legale Traini ha avuto "un momento di defaillance a livello psicologico dovuto a un evidente disturbo della personalità". Il marchigiano, va ricordato, ha aperto il fuoco nei confronti di 12 persone di colore riuscendo a ferirne otto, fortunatamente in modo non grave. Si tratta di Fadera Omar, Wilson Kofi, Festus Omagbon, Aymere Innocent, Makan Djabi, Mohammad Toure, Jennifer Otioto. Gideon Azeke: hanno tutti chiesto un risarcimento danni. Al processo sono state ammesse in totale tredici parti civili: tra questi il Comune di Macerata e il PD locale, la cui sede è stata bersagliata dai colpi esplosi da Traini. Estromesso invece il PD nazionale perché secondo i giudici non sarebbe stato direttamente danneggiato dal raid.

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Il processo a Luca Traini è iniziato all'indomani della pubblicazione di alcuni stralci video del'interrogatorio a cui venne sottoposto pochi giorni dopo la sparatoria: "Io non rinnego quello che ho fatto: volevo colpire gli spacciatori, come quello che ha venduto la droga a Pamela Mastropietro. Non è colpa mia poi se a Macerata gli spacciatori sono tutti neri”, ha detto – con molta serenità – agli inquirenti.

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