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Lui dice messa e fuori gli incendiano l’auto, parroco era stato già picchiato in chiesa: “Ignobili”

Nuovo gesto intimidatorio perpetrato ai danni del giovane parroco di Varapodio, don Giovanni Rigoli, già vittima a gennaio di un’aggressione fisica in chiesa che lo aveva costretto a ricorrere alle cure ospedaliere. Vescovi calabresi: “Criminali accecati da mentalità mafiosa”.
A cura di Antonio Palma
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"Un gesto ignobile e un attacco diretto a tutti i cittadini della nostra preziosa regione" così la Conferenza episcopale della Calabria esprime "la più ferma condanna" per il nuovo gesto intimidatorio perpetrato ai danni del giovane parroco di Varapodio, don Giovanni Rigoli, già vittima a gennaio di un'aggressione fisica in chiesa che lo aveva costretto a ricorrere alle cure ospedaliere. Mentre diceva messa nella chiesa di San Nicola, qualcuno ha incendiato l'auto del parroco davanti alla canonica.

Persone non identificate, dopo averla cosparsa di liquido infiammabile, hanno dato fuoco all'auto di don Giovanni Rigoli, una Fiat Panda, causando un incendio che poi si è esteso alla Canonica ed è stato domato solo grazie all'intervento dei vigili del fuoco.

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L'episodio è avvenuto sabato sera e oltre a distruggere la Fiat Panda del parroco, completamente annerita dalle fiamme, ha danneggiato anche l'ingresso, la porta e una finestra della Canonica dove in quel momento si trovavano una decina di ragazzi, che, spaventati dalle fiamme, hanno dovuto sgombrare i locali attraverso un’uscita secondaria.

Si tratta del secondo atto contro il giovane prete che lo scorso 15 gennaio venne aggredito in chiesa da due persone dopo la messa per un funerale. Il parroco venne preso a testate solo perché aveva fatto rispettare una disposizione del vescovo finalizzata ad arginare l’ondata di contagi da influenza e covid mentre i presenti pretendevano le condoglianze da tutta la chiesa.

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Sul nuovo episodio indagano ora i carabinieri che hanno prelevato i video registrati dalle telecamere della videosorveglianza. Intanto nel paese della Città metropolitana di Reggio Calabria c'è sconcerto e preoccupazione. "Siamo sprofondati, dobbiamo reagire con coraggio e determinazione, Varapodio non è questa" ha commentato il sindaco.

Solidarietà a don Giovanni Rigoli  anche dal vescovo della Diocesi di Oppido -Palmi, monsignor Giuseppe Alberti, che è giunto personalmente in paese appena informato dell’accaduto.  "È un attacco diretto a tutti i cittadini della nostra preziosa regione, a tutti coloro che quotidianamente credono e lottano in modo onesto e rispettoso a favore della dignità altrui, contribuendo allo sviluppo di una Calabria che non può e non deve essere rappresentata da alcuni criminali accecati da una mentalità mafiosa: questo modo di agire e di pensare non appartiene all'etica e all'umanità dei calabresi" afferma in una nota della Conferenza episcopale calabra.

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