Coronavirus
7 Luglio 2021
12:59

Locatelli: “Grazie alle vaccinazioni non ci sarà una quarta ondata”

Secondo Franco Locatelli non si corre il rischio di una quarta ondata grazie alla diffusione delle vaccinazioni. C’è, tuttavia, il rischio di una ripresa delle infezioni da evitare “con attenzione, prudenza e responsabilità nei comportamenti. Non facendo pressioni per riaprire tutto subito, ma procedendo con gradualità”.
A cura di Davide Falcioni
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I contagi aumenteranno nei prossimi mesi ma secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, non si corre il rischio di una quarta ondata "alla luce della diffusione delle vaccinazioni". C'è, tuttavia, il rischio di una ripresa delle infezioni da evitare "con attenzione, prudenza e responsabilità nei comportamenti. Non facendo pressioni per riaprire tutto subito, ma procedendo con gradualità". Intervistato da Famiglia Cristiana Locatelli ha spiegato che "il virus è sempre lo stesso. Semmai le due varianti che hanno ora maggior diffusione nel Paese, Alfa e Delta, rispetto al ceppo proveniente da Wuhan hanno maggior contagiosità. Non facciamo l'errore di pensare a un virus che, per quanto abbia mutato caratteristiche, sia connotato da minor potere di provocare malattia grave. Ciò che è cambiato è lo stato di immunizzazione del Paese, con 51 milioni di dosi somministrate. Questo rende ragione di una maggior protezione dall'infezione".

La variante Delta, "oltre alla maggior contagiosità, sembra aver attenuato o smarrito del tutto alcuni connotati: per esempio la perdita del gusto e dell'olfatto. I sintomi più frequenti sono febbre, naso che cola, mal di testa e mal di gola – elenca Locatelli – Ma questo non le impedisce di causare patologie altrettanto gravi". Come comportarsi? "Al chiuso vanno mantenute le mascherine – raccomanda – perché sono gli interventi non farmacologici più efficaci insieme al distanziamento interpersonale. Ma anche all'aperto è opportuno indossarle ove non sia possibile evitare assembramenti o affollamenti (in fila, in coda, nei mercati o a una fiera). Così come è opportuno tenerle quando si è a contatto con un soggetto immunodepresso". Quanto ai vaccini, "partiamo dai tassi di letalità del virus – dice Locatelli – Sopra agli 80 anni è al 20%; tra i 70-79 anni è poco sotto al 10%; tra i 60 e i 69 è al 2,8%: ovvero, una persona su 30 se si infetta muore. Il messaggio che ne deriva è chiaro: vaccinarsi tutti anche perché i vaccini hanno un profilo di sicurezza ottimo. Per gli over 60 – conclude – è addirittura una sorta di ‘comandamento'".

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