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Nelle ultime settimane stiamo ricevendo molte lettere da parte di cittadini che raccontano di aver sempre più difficoltà ad arrivare a fine mese. Alcune famiglie decidono di rinunciare a vacanze e uscite, c'è chi è costretto a rinunciare anche alle cure mediche, chi sceglie di non avere i figli in attesa di una stabilità economica. E la storia che oggi pubblichiamo è proprio una di queste: "Oggi abbiamo 26 e 33 anni, la nostra entrata complessiva è sempre di 1800€ e basta a malapena a coprire le rate tra casa, auto, assicurazione, utenze e finanziamento dei mobili. Mettere al mondo un bambino sarebbe un atto di puro egoismo".
La lettera a Fanpage.it
L’8 dicembre del 2022 è iniziata la convivenza con il mio compagno nella nostra prima casa in affitto, io avevo 22 anni e lui 29. Pagavamo 200€ al mese, ma essendo distante dal centro città e dal rispettivo lavoro spendevamo molto in diesel.
Lavoravamo insieme in quel periodo in una pizzeria che ci pagava con mesi e mesi di ritardo, dandoci un acconto alterno (o a me o a lui) ogni 15/20 giorni. Tra aprile e ottobre del 2023 entrambi riusciamo a cambiare lavoro e a cambiare casa, sempre in affitto, 250€ al mese, il massimo che potessimo permetterci al momento per una casa vecchia e malandata ma più vicina ai posti di lavoro in cui ci troviamo tuttora percependo 1000€ lui e 800€ io.
Nel 2025 troviamo l’occasione per una casa, lui ha un indeterminato ma l’importo basso non ci permette di aprire un mutuo, così facciamo un prestito a un tasso molto più alto e riusciamo ad acquistarla, vincolandoci a 500€ al mese per 6 anni per l’acquisto di una piccola casa del 900 che abbiamo interamente ristrutturato spendendo tutti i nostri risparmi.
Oggi abbiamo 26 e 33 anni, la nostra entrata complessiva è sempre di 1800€ e basta a malapena a coprire le rate tra casa, auto, assicurazione, utenze e finanziamento dei mobili.
Mettere al mondo un bambino sarebbe un atto di puro egoismo da parte nostra, perché nonostante lavoriamo 6 giorni su 7, non facciamo viaggi, non facciamo sport, non andiamo al ristorante né in pizzeria, non potremmo permetterci al momento neppure le cure base per un bambino e il suo sostentamento.
Questa è l’Italia che ci sta negando il futuro, la genitorialità, l’Italia che ci fa accettare stipendi bassi perché di peggio c’è e di meglio non si trova.
L’Italia che ti rende impossibile un mutuo ma che ti fa incatenare da un prestito a tasso alto.
L’Italia che dà sussidi a occhi chiusi senza valutazione a chi nel frattempo lavora in nero, mentre noi a 26 e 33 anni con 1800€ di entrate al mese non abbiamo neanche diritto all’esenzione sanitaria e dobbiamo sperare di non ammalarci, mentre le medicine ce le passa la famiglia perché altrimenti andremmo in negativo sui conti con una spesa extra.
Sempre più giovani come noi la notte non riescono a chiudere occhio e mentre guardano il soffitto con sguardo vacante pensano se sia meglio morire piuttosto che sopravvivere annaspando per una vita intera.
Grazie Italia.
Dove l’amore, la volontà di lavorare, i valori della famiglia, i sacrifici e i principi non bastano per mettere su una famiglia.