"Abbiamo scelto di dire sì alla donazione, perché nostra figlia avrebbe detto ‘si, fatelo'. Era una bambina generosa. E visto che non potevamo averla più con noi, abbiamo ritenuto giusto aiutare altri bambini". Parlano così i genitori di Antonella Sicomero, la bambina di 10 anni deceduta a Palermo per le conseguenze di una grave asfissia da strangolamento. I medici dell'all'ospedale dei Bambini hanno operato per ore per poter espiantare gli organi destinati ad altri quattro bimbi in altre regioni d'Italia. Saranno trapiantati il fegato, che verrà diviso a metà e donato a due bambini, i reni e il pancreas. Il cuore e i polmoni non sono stati ritenuti idonei.

La tragedia è avvenuta ieri, nel cuore di Palermo, nella casa dove Antonella viveva con la famiglia. Papà operaio, mamma casalinga in attesa del quarto figlio e tre sorelline. È stata proprio una delle sorelline minori a rivelare ai genitori della blackout challenge su Tik Tok. La piccola, infatti, è stata soccorsa in bagno con la cinta dell'accappatoio intorno alla gola e il cellulare vicino. Aveva detto alla mamma e al papà che stava facendo la doccia. Sul caso stanno indagando sia la procura ordinaria sia la procura minorile. TikTok ha detto di non avere "riscontrato alcuna evidenza di contenuti che possano avere incoraggiato" alla ‘blackout challenge‘", ma ha assicurato che di continuare "a monitorare attentamente la piattaforma come parte del continuo impegno per mantenere la community al sicuro".

"In questo momento di grande dolore – commenta il Coordinatore del Centro regionale trapianti, Giorgio Battaglia – esprimo ai familiari il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. A distanza di pochi giorni dal sì alla donazione espresso da una mamma nello straziante dolore della perdita della figlia, oggi abbiamo avuto un altro esempio della grande generosità e solidarietà di due splendidi genitori che hanno permesso di salvare altri quattro bambini".

"Siamo molto provati – afferma Tania Lazzaro, direttore della rianimazione pediatrica dell'Ospedale dei Bambini – perché in pochi giorni abbiamo vissuto due tragedie. Per entrambi i casi mi sento di dire che queste coppie di genitori, dopo il loro gesto eroico, hanno rivisto le loro figlie adagiate non in un letto di morte ma in un letto di vita. Questo lo snodo comune legato al dono. Siamo tutti provati. Ma questa "luce" io l'ho vista".