11 Ottobre 2021
20:15

Lecce, saluto romano e “Faccetta nera” davanti alla CGIL: fermati due 24enni

Due ragazzi di 24 anni ieri mattina sono sfilati davanti alla sede provinciale della CGIL di Lecce intonando “Faccetta Nera” e facendo il saluto romano. Una provocazione che però non è sfuggita alla Digos, che li ha fermati poco dopo e li ha denunciati per apologia del fascismo.
A cura di Davide Falcioni

Erano passate poche ore dall'assalto dei manifestanti No Green Pass alla sede nazionale della CGIL di Roma quando, a Lecce, il principale sindacato italiano ha dovuto subire una nuova provocazione. E ancora una volta la matrice è stata di estrema destra. Due ragazzi di 24 anni di Lizzanello sono transitati con una Renault Clio davanti alla sede provinciale della Cgil, in via Merine, sprezzanti del senso del ridicolo hanno intonato "Faccetta nera", facendo il saluto romano, proprio mentre si stava svolgendo la manifestazione di solidarietà organizzata dal sindacato in risposta all'assalto dei neofascisti alla sede centrale dell'organizzazione sindacale. La Digos, tuttavia, ha identificati i due e li ha denunciati per apologia del fascismo.

La provocazione si è verificata ieri nel capoluogo salentino: un gruppo di persone si era dato appuntamento nei pressi della sede provinciale del sindacato Cgil, in via Merine, per lanciare un messaggio di vicinanza dopo l'assalto dei No Vax a Roma di sabato pomeriggio. Un sit-in del tutto pacifico a cui hanno preso parte non solo i tesserati ma anche tanti cittadini, esponenti di associazioni civiche e, per alcuni minuti, anche il presidente della Regione, Michele Emiliano, arrivato in Salento già dal giorno precedente.

Il presidio si stava svolgendo senza problemi quando i due coetanei 24enni sono passati e ripassati a bordo di una Renault Clio intonando le note di "Faccetta nera" e, durante il secondo passaggio, esibendo anche il saluto romano. Un affronto bello e buono agli occhi dei manifestanti del sit-in. I due, però, non sapevano di avere alle loro calcagna gli agenti della Digos, che li hanno fermati dopo poche decine di metri mentre tentavano di rientrare nel loro paese di residenza: per entrambi è scattata una denuncia con l'accusa di apologia del fascismo

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