Le due figlie lo filmano con lo smartphone dopo l’ennesima aggressione: padre arrestato nel Biellese

Le figlie hanno preso il cellulare e hanno iniziato a registrare. Il filmato dell’aggressione, consegnato ai carabinieri, è diventato uno degli elementi centrali dell’indagine che ha portato all’arresto del padre, 49 anni, nel Basso Biellese. Quelle immagini, finite agli atti, documentano l’ultima lite esplosa domenica sera nella cascina di famiglia nel piccolo comune di Cavaglià.
L’uomo, con precedenti e una lunga storia di abuso di alcol, non viveva più con le figlie da tempo: si era trasferito a Candelo. Ma in quella casa tornava spesso, soprattutto quando aveva bevuto. Anche domenica si è presentato all’ora di cena, in evidente stato di ebbrezza. Secondo quanto ricostruito, ha iniziato a insultare la figlia maggiore, 25 anni, intimandole di andarsene. La discussione è degenerata rapidamente: il 49enne avrebbe scagliato piatti e bicchieri contro la ragazza, colpendola a un fianco e provocandole lievi ferite. Poi avrebbe tentato di spingerle contro un tavolo e lanciato una bottiglia.
Quando il compagno della giovane ha provato a intervenire, l’uomo, malfermo sulle gambe, è scivolato sui cocci finendo contro il muro. È stato in quei momenti concitati che le due sorelle, una delle quali minorenne, sono riuscite a chiamare il 112 e a filmare parte dell’aggressione. La pattuglia dei carabinieri della stazione di Salussola è arrivata poco dopo. Il 49enne, ferito nella caduta, è stato trasportato in pronto soccorso.
Davanti ai militari, una delle figlie ha trovato il coraggio di raccontare che non si trattava di un episodio isolato. Da mesi, ha spiegato, subiva minacce, insulti e percosse. Non aveva mai denunciato per paura di ritorsioni. Sapeva che il padre custodiva un’arma.
La perquisizione nell’abitazione dell’uomo ha confermato i sospetti. Sotto una tettoia, nascosta tra attrezzi agricoli, i carabinieri hanno trovato una pistola Smith & Wesson calibro 357 Magnum con numerose munizioni: 99 cartucce calibro 38, 16 calibro 357 e 119 da caccia calibro 12. L’arma, ereditata dal nonno, non era mai stata denunciata.
Non era la prima volta che la situazione sfuggiva di mano. A luglio, secondo quanto ricostruito, il padre si sarebbe presentato armato, minacciando la figlia maggiore e il compagno. In un’altra occasione, approfittando dell’assenza della sorella maggiore, avrebbe cercato di convincere la minore a seguirlo via da casa, costringendola a chiudersi in bagno fino all’arrivo di aiuto.
Questa volta, però, la violenza è rimasta impressa in un video. Un dettaglio che ha pesato nella decisione dell’autorità giudiziaria. Il 49enne è stato arrestato con le accuse di atti persecutori e detenzione abusiva di armi e munizioni e trasferito nel carcere di Biella. Il pubblico ministero ha chiesto per lui i domiciliari con braccialetto elettronico, mentre la difesa punta al divieto di avvicinamento alle figlie.