L’emergenza Coronavirus, con il lockdown forzato in tantissimi paesi del mondo, porta con sé un’altra conseguenza: l’aumento del rischio che si verifichino episodi di violenza domestica. D’altronde ogni situazione di crisi, in generale, comporta un aumento dei casi di violenza domestica, secondo quanto dimostrato da più studi. Tanto più quando la vita segregati in casa a causa delle restrizioni imposte per l’emergenza sanitaria rende inevitabile la convivenza forzata 24 ore su 24, anche con chi perpetua violenza sulle donne. Anche l’Onu ha fatto sapere che “è altamente probabile che il livello della violenza domestica aumenti, come già suggerito da indicazioni preliminari di polizia e operatori”. E ricorda come la casa possa essere, per donne e bambini, “un luogo di paura e abuso: una situazione che si aggrava in casi di isolamento come il lockdown”.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guteress, ha chiesto ai governi di intervenire concretamente per contrastare questo fenomeno. L’Oms sottolinea un incremento dei casi di violenza domestica. E va anche ricordato, come fa la Voce, che in questo periodo viene anche a mancare l’aspetto del supporto sociale per la vittima.

L'aumento dei casi di violenza domestica nel mondo

I primi dati registrati in Cina, primo Paese a essere entrato in quarantena, dimostrano che le violenze domestiche sono raddoppiate dall’inizio del lockdown, secondo quanto riferito da alcune organizzazioni e associazioni che si occupano proprio del sostegno alle donne vittime di episodi di violenza. Anche la polizia francese parla di un aumento del 30% dei casi, dato simile a quello registrato in Turchia.

La difficoltà di segnalare gli episodi di violenza

Un altro fattore da sottolineare riguarda le segnalazioni arrivate a forze dell’ordine e associazioni. Se da una parte aumentano le denunce, dall’altra diminuiscono le chiamate per il sostegno psicologico e per la richiesta di informazioni, rese più difficili dalla costante presenza del partner nell’abitazione. Anche perché le denunce spesso arrivano da segnalazioni di persone esterne o solo in casi estremi.

Il numero 1522 e l'app YouPol

In Italia esiste il numero 1522, gratuito e predisposto per il sostegno nei casi di violenza e di stalking. In Italia la diminuzione delle chiamate ricevute in questo periodo, quindi, non dipende da un calo degli episodi di violenza, ma dalla difficoltà di effettuarle. Tanto che Telefono Rosa denuncia che molto spesso arrivano chiamate brevi, sussurrate, magari provenienti da un’auto o dalla doccia, proprio per scappare dal partner magari, come racconta ancora La Voce.

Anche per questo motivo può essere utilizzata dalle donne vittime di violenza domestica l’app YouPol, nata per le denunce di episodi di bullismo e droga subite dai più giovani, ma ora utilizzabile anche per i casi di violenza domestica. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha voluto ricordarlo lanciando un messaggio: “Le istituzioni continuano a essere al fianco delle donne. Le forze di polizia sono sempre vicine a voi, non abbiate timore”.