Lavoro minorile, per “Save The children” ci sono 260 mila ragazzini sfruttati in Italia

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Nell’indagine dal titolo “Lavori ingiusti” si descrivono esperienze fra le più dure per i minori di 16 anni. Emerge che In Italia lavora il 7% dei minori e che chi delinque viene sopratutto dal lavoro minorile.

In Italia ci sono circa 260mila ragazzini fra 7 e 15 anni che lavorano, pari al 7% della popolazione in questa fascia di età, dunque un minore su 20. Inoltre,  gran parte dei minorenni che si trovano nei carceri minorili italiani ha lavorato sotto i 16 anni. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto di “Save the children”, realizzato in collaborazione con il ministero della Giustizia e presentato a Roma in occasione della Giornata mondiale contro il lavoro minorile. Una indagine nella quale si descrive un universo duro, tra lavoro in nero e molto e abbandono della scuola. “Lo studio – ha sottolineato nel corso della presentazione dei dati il ministro della Giustizia, Andrea Orlando – riguarda il mondo dei ragazzi che orbitano nel circuito penale e i dati emersi sono molto lontani dalla media del resto della popolazione. Se infatti solo il 7% dei minori a livello nazionale svolge un lavoro precoce, la percentuale sale al 70% nei ragazzi degli istituti penitenziari”.

"Occupandoci di minori che vivono in situazioni di rischio, da anni entriamo in contatto con bambini e adolescenti coinvolti nelle peggiori forme di lavoro minorile, tra cui, forme di sfruttamento. Si tratta di un fenomeno grave che, in una misura piuttosto rilevante, è presente anche in Italia, per questo abbiamo deciso di indagarlo, contribuendo a colmare un vuoto di dati in materia", sottolinea Claudio Tesauro presidente di Save the Children Italia. " Quest'anno, con il sostegno del ministero siamo riusciti a raggiungere giovani che solitamente sfuggono alle rilevazioni campionarie perché si trovano per lo più fuori da circuiti importanti quali la scuola, in particolare coloro che si trovano nel circuito della giustizia minorile".

I numeri della ricerca di Save The Children

Sono stati intervistati 439 ragazzi: il 66% afferma di aver lavorato prima dei 16 anni. Oltre il 40 per cento ha avuto esperienze lavorative al di sotto dei 13 anni e l'11 per cento lo ha fatto anche prima degli 11 anni. In oltre 7 casi su 10 casi si tratta di giovani italiani, gli altri in genere arrivano da Romania, Albania e Africa del nord. Più di 7 adolescenti su 10 dichiarano di aver lavorato quasi tutti i giorni, oltre 4 su 10 per più di 7 ore di seguito al giorno; e oltre la metà di sera o di notte. Tra le esperienze lavorative vengono segnalate soprattutto quelle nell’ambito della ristorazione, vendita, edilizia, agricoltura e allevamento.
Inoltre nello studio "Lavori ingiusti" emerge che il 66% dei minori che hanno lavorato sta scontando una pena o si trova  coinvolto nell’universo della giustizia minorile: nel 73% dei casi sono giovani italiani mentre il 27% è costituito da ragazzi di origine straniera.

“Giovani senza più sogni, solo esigenze del momento”

"La cosa che più mi ha colpito è che questi giovani non hanno più sogni – spiega l'autrice della ricerca, Katia Scannavini – non hanno più desideri, il loro è un tempo senza prospettiva, contano solo le esigenze del momento, l'insicurezza sociale e lavorativa sminuisce il valore dell'istruzione, perché sono portati a pensare solo al presente".

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