La città giapponese di Toyoake vuole limitare l’uso dello smartphone a sole due ore al giorno

La città giapponese di Toyoake vuole limitare l'uso dello smartphone a sole 2 ore al giorno allo scopo di combattere la dipendenza dai device. La proposta è contenuta in un'ordinanza pensata dai funzionari della città della prefettura di Aichi, e non riguarderà solo i più giovani ma anche gli adulti.
Cosa prevede l'ordinanza per limitare l'uso dello smartphone
La proposta, presentata il 25 agosto, invita i residenti di Toyoake che utilizzano smartphone, computer, tablet e dispositivi di gioco a limitare il tempo trascorso davanti allo schermo a due ore quando sono fuori dell'orario di lavoro o della scuola. La proposta prevede anche delle fasce orarie con precisi limiti di tempo: è consentito l'uso degli smartphone ai bambini fino alle ore 21, e fino alle 22 per gli studenti delle scuole medie e superiori.
L'iniziativa, come ha spiegato il sindaco Masafumi Koki, infatti punta a "prevenire l'uso eccessivo di dispositivi che causano problemi di salute fisica e mentale, compresi i problemi di sonno". Non è una novità: già nel 2017 l'allora ceo di Netflix, Reed Hastings, aveva dichiarato che il vero rivale del colosso dello streaming era proprio il sonno. Con gli anni gli schermi hanno iniziato a essere sempre più importanti nelle nostre vite sino a diventare parte integrante di molte azioni quotidiane, dando in qualche caso una vera e propria dipendenza.
Proprio l'abitudine di usare il telefono a qualsiasi ora del giorno e della notte ha spinto l'assemblea comunale di Toyoake a redigere l'ordinanza per ridurne l'uso a sole due ore al giorno. La bozza della proposta verrà votata il prossimo 22 settembre, e se verrà approvata entrerà in vigore a partire da ottobre. Attenzione però: non sono previste sanzioni per i trasgressori, nei fatti è quindi non vincolante per i cittadini.
Le proteste dei cittadini
Che venga approvata però è tutt'altro che scontato: molti dei residenti di Toyoake hanno mandato mail infuriate ai funzionari dell'assemblea per lamentarsi del loro lavoro, e hanno criticato duramente la proposta, che invece è stata difesa dal primo cittadino, soprattutto allo scopo di salvaguardare la salute dei più giovani, come si legge sul quotidiano Mainichi Shimbun: "Non significa che la città limiterà i diritti dei suoi residenti o imporrà doveri. Piuttosto, spero che questa sia un'opportunità per ogni famiglia di riflettere e discutere sul tempo trascorso sugli smartphone e sull'orario in cui vengono utilizzati".
Una difesa che però non ha impedito ai residenti di inviare 44 mail e fare 83 telefonate per rendere palese il proprio dissenso. Nonostante le critiche, il sindaco Koki ha fatto sapere che il 22 settembre presenterà di persona la proposta prima della votazione.