La campagna per vendere la Sardegna alla Svizzera…
La Svizzera non vuole più immigrati sul proprio territorio? Bene, chissà se però si prenderebbero un'intera isola, una delle più belle del mondo, tutto compreso: la Sardegna. Proprio così: un gruppo di cittadini sardi ha lanciato una campagna dal sapore piuttosto provocatorio: quella di annettere la Sardegna alla Svizzera. Già, avete letto bene. Oltre 7mila persone hanno creato una pagina facebook dedicata ed un sito internet che sa di vero e proprio appello politico. I promotori dell'iniziativa vi scrivono: "Siamo cittadini sardi. Siamo orgogliosi di esserlo e amiamo vivere nella nostra terra,la meravigliosa isola di Sardegna. Crediamo che con l'Italia non ci sia un futuro, né per noi adulti né per i nostri figli. Vorremmo vivere in un paese normale, che offra ai propri cittadini opportunità di lavoro e di impresa, che abbia leggi chiare uguali per tutti, con una economia stabile e tasse equilibrate". Poi la proposta shock: quella di portare la Sardegna via dall'Italia per annetterla alla Confederazione Svizzera, "repubblica federale che ha il massimo rispetto delle autonomie locali e governata da un Parlamento composto da politici non professionisti".
Insomma, l'idea per quanto bislacca sembra alquanto seria: "Abbiamo bisogno di essere guidati verso un'autonomia sostenibile da chi ha comprovata competenza in materia, sia di carattere amministrativo che economico, per giunta fuori dall'Unione Europea:la Svizzera. Attualmente in Svizzera ci sono 26 Cantoni. Noi vogliamo che la Sardegna diventi il 27° o, nel caso si volesse assecondare la nostra naturale inclinazione a essere disuniti, il 27° e il 28° con denominazione Canton Marittimo del Nord e del Sud".
Già, ma la Svizzera che ne pensa? Il paese non è stato interpellato, come è ovvio, ma i promotori dell'iniziativa giurano che ne trarrebbero grandi vantaggi, segnalando che la Sardegna ha potenzialità largamente inespresse: "L'assenza o insufficienza di infrastrutture in Sardegna stimolerebbe nuovi investimenti per la creazione e l'ottimizzazione delle stesse, determinando come conseguenza una crescita di appeal del territorio che inizierebbe finalmente ad attrarre visitatori o nuovi investitori lungo tutto il periodo dell'anno".
Intervistato da Globalist Andrea Caruso, tra i primi promotori del Canton Marittimo, arriva a sperare che l'Italia venda la sardegna: "Immagino che se lo volesse, potrebbe farlo, analogamente a come può vendere beni territoriali, artistici e identitari. Credo che gli stessi italiani, se ne ravvedessero un tornaconto o una schiarita della crisi, non esiterebbero a esprimersi a favore. Dopotutto siamo una delle poche regioni italiane quasi totalmente prive di patrimonio artistico classico. Tutto il resto è roba nostra, caratteristica della nostra cultura squisitamente identitaria. Poi, modificati alcuni presupposti e riconoscendo ai sardi lo status di "popolo" potremmo far valere il principio di autodeterminazione dei popoli, sempre in auge, che potrebbe magari permettere di affrancarci con un plebiscito".