La bufala della pioggia a comando: perché il cloud seeding contro la siccità è solo un’illusione
"Ci tengono all'oscuro di tutto, ma la tecnologia per sconfiggere la siccità esiste ed è già nei nostri cieli. Aerei che modificano il meteo, scie chimiche che decidono dove e quando pioverà. È la geoingegneria è l'arma segreta dei governi per controllare il clima". Quante volte vi siete imbattuti in frasi del genere sui social? E quante volte, leggendole, avete sorriso ma vi siete domandati cosa ci sia di vero e cosa, invece, sia il frutto di teorie del complotto dure a morire?
Il recente annuncio del governo dell'Honduras, pronto a schierare aerei per il "bombardamento delle nuvole" (cloud seeding) nel disperato tentativo di far piovere, sembra aver dato nuova linfa vitale a chi vede cospirazioni dietro ogni evento meteorologico estremo. La tentazione di credere in una scorciatoia miracolosa, in una tecnologia nascosta capace di risolvere la crisi idrica globale con un click, è forte. La realtà, però, è decisamente diversa e non ammette illusioni né facili scorciatoie. L'Honduras sta tentando una carta disperata e, scientificamente parlando, inefficace. Non ci sono poteri forti a manovrare le nuvole e la pioggia, c'è solo un clima impazzito per colpa delle nostre emissioni di gas serra. Per smontare bufale e chiarire cosa sia davvero (e cosa non possa fare) il cloud seeding, Fanpage.it ha interpellato Giulio Betti, meteorologo e climatologo del CNR.
Betti, il governo dell'Honduras ha deciso di schierare degli aerei per "bombardare le nuvole" e far piovere. È una mossa che può funzionare per risolvere una siccità così grave?
Sinceramente, mi sembra una soluzione disperata rispetto a una situazione drammatica. Il progetto honduregno non riguarda tutto il Paese, ma si concentra su una valle specifica, vitale per la produzione agricola locale. Sperano di stimolare la pioggia seminando le nubi con ioduro d’argento, ma il problema, come accade spesso, è che il risultato potrebbe essere un flop totale, con precipitazioni pari a zero. Senza le nuvole, non c'è materia prima per far piovere; e anche se ci fossero, l'aumento delle precipitazioni sarebbe minimo, forse del 2%, 3% o al massimo 5%. È uno sforzo inutile rispetto alla vastità del problema. Come possono tre o quattro aerei, agendo su qualche nuvola sparsa qua e là, generare la pioggia necessaria per migliaia di ettari di territorio? Non voglio definirla ‘propaganda', ma sono tentativi davvero estremi, che dimostrano un'inefficacia quasi totale. Non si hanno prove certe che l'inseminazione delle nubi porti a risultati concreti, e per di più è quasi impossibile misurarne l'effettivo impatto. Come si fa a stabilire se una nuvola ha prodotto più pioggia del previsto grazie all'intervento umano? Non c'è modo di verificarlo oggettivamente.
Però il principio scientifico dietro al cloud seeding esiste. Ci spieghi esattamente cosa succede quando "inseminano" una nuvola? C'è qualcosa di "fantascientifico"?
Nulla di fantascientifico, la base scientifica è solida. Funziona così: se abbiamo nuvole sufficientemente spesse e sviluppate, possiamo rilasciare al loro interno dei nuclei di condensazione, spesso composti da ioduro d'argento o altri sali. Questi nuclei aiutano le goccioline d'acqua ad aggregarsi, ‘spremendo' la nuvola per farla piovere un po' di più. Fisicamente, non c'è trucco e non c'è inganno. Il limite enorme, però, è che servono condizioni di partenza ottimali: devi avere già una nuvola capace di produrre pioggia perché l'inseminazione non crea la pioggia dal nulla. Inoltre, stiamo parlando di interventi su porzioni di spazio piccolissime. Ci sono nuvole che coprono aree vastissime e generano piogge diffuse; cosa speri di ottenere mandando un paio di aerei su qualche nuvola qua e là? Oltre ai requisiti iniziali indispensabili, il vero ostacolo è capire quanto e come puoi aumentare le precipitazioni. Anche se sei fortunato, l'incremento stimato è insignificante rispetto a quanto produrrebbe naturalmente la nuvola, ed è limitato a quel punto specifico. Insomma, è una tecnologia inefficiente e un enorme spreco di risorse economiche.
Eppure ogni volta che si parla di queste tecniche, esplodono le teorie del complotto. C'è chi sostiene che governi e "poteri forti" usino la geoingegneria per manipolare il clima, creare siccità artificiali o causare alluvioni devastanti. Come risponde la scienza?
La risposta è una questione di logica elementare. Se potenze mondiali come Cina o Stati Uniti possedessero davvero tecnologie capaci di causare alluvioni o scatenare siccità a comando per danneggiare altre nazioni, perché subirebbero esse stesse questi disastri? Gli Stati Uniti, ad esempio, sono colpiti da una siccità estrema e senza precedenti che sta mettendo in ginocchio la parte occidentale del Paese. Se avessero il potere di far piovere o smettere di piovere a piacimento, non lo userebbero per risolvere i loro problemi interni? Invece non lo fanno, semplicemente perché non ne hanno la capacità. È assurdo pensare che abbiano rinunciato a usare una tecnologia così potente, capace di risolvere una crisi idrica o fermare le devastanti alluvioni in Cina, Giappone e Canada. Se esistesse, la userebbero a loro vantaggio. Ma la realtà è che non esiste. Non si può comandare la pioggia, né per risolvere la siccità americana, né per arginare i disastri alluvionali altrove.
Se non è colpa di aerei misteriosi e complotti segreti, perché stiamo assistendo a un aumento così estremo di siccità e alluvioni in tutto il mondo? Qual è il vero "colpevole"?
Il vero responsabile è il cambiamento climatico, innescato dalle emissioni di gas serra che l'umanità rilascia ininterrottamente da 250 anni. Questi gas si accumulano nell'atmosfera intrappolando sempre più calore in un sistema chiuso. Questo calore in eccesso si traduce in ondate di calore più intense, blocchi anticiclonici prolungati e, di conseguenza, precipitazioni estreme. In sintesi: le vere cause di siccità e alluvioni sono legate a questo squilibrio. E questo squilibrio è colpa nostra. Non c'è complotto che tenga.