Ancora una settimana per vedere se le misure sempre più restrittive introdotte con gli ultimi Dpcm funzionano sulla curva epidemiologica, poi, se il numero dei contagi da Coronavirus continuerà ad aumentare, ci sarà il lockodown. È questa la linea del governo imposta da Giuseppe Conte per fermare i casi da Covid-19, che ieri hanno sfondato la soglia dei 31mila in 24 ore, mai così tanti dall'inizio dell'emergenza sanitaria. "Abbiamo introdotto misure restrittive il 25 ottobre, adesso dobbiamo aspettare gli effetti almeno per quindici giorni", avrebbe ripetuto più volte nelle riunioni degli ultimi giorni il presidente del Consiglio. Facendo un rapido calcolo, dunque, se si dovesse andare nella direzione di un blocco totale, come già successo in primavera, che però il governo vorrebbe a tutti costi scongiurare, la decisione potrebbe arrivare non prima dell'8 novembre, con inizio del lockdown il 9. Intanto, è stata convocata una riunione d'urgenza del Cts alle 18 di oggi.

Le cinque regioni già nello scenario 4 dell'emergenza Covid

Nel frattempo, però, saranno comunque presi provvedimenti proprio sulla base dei numeri dei nuovi positivi e soprattutto della tenuta delle strutture sanitarie. Dall'ultimo monitoraggio settimanale effettuato da Istituto superiore della Sanità e Ministero della Salute, presentato ieri in conferenza stampa da Silvio Brusaferro, la situazione è in rapido peggioramento, con l'indice Rt, cioè l'indice di trasmissibilità del virus, arrivato a quota 1,7 su base nazionale, quindi bel sopra la soglia di guardia di 1 e cinque regioni che si trovano già nello scenario 4 dell'emergenza Covid-19, cioè il più grave, secondo quanto previsto dal Cts, perché "con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo e impossibilità di tracciare l'origine dei contagi". Le altre regioni sono anche nello scenario 3, quindi con rischio moderato, ma l'obiettivo è raffreddare la curva del contagi e far sì che la situazione resti sotto controllo.

Le nuove misure prima del lockdown

Se si entra in uno scenario di tipo 4 si passerebbe da un rischio moderato a un rischio alto nel giro di poche settimane. Inizialmente gli esperti consigliano di intervenire con maggiori controlli rispetto alle misure anti-contagio già introdotte, prevedendo anche precauzioni più stringenti in contesti specifici, più a rischio, come le scuole. C'è poi la "possibilità à di chiusura di attività, sospensione di eventi e limitazione della mobilità della popolazione in aree geografiche sub-regionali (comuni/province)". Sulla base di queste indicazioni, è possibile in parte prevedere quali ulteriori misure il governo italiano potrebbe decidere prima del blocco totale. Tra queste, ci sono le possibili chiusure delle Regioni dove l’indice di trasmissione Rt è andato oltre l’1,5. Oltre alla Lombardia, nella lista ci sono Campania, Liguria, Lazio e Valle d’Aosta e la provincia autonoma di Bolzano. Anche i negozi potrebbero subire forti limitazioni negli orari di apertura e per i centri commerciali potrebbe addirittura scattare la chiusura, in alcuni casi soltanto nel fine settimana. Nelle zone che già si trovano nello Scenario 4 – il più grave – rispetto alle situazioni di rischio delineate dall'Istituto superiore di sanità potrebbero essere chiuse anche altre attività ritenute "non essenziali". Probabile che si decida anche una limitazione allo spostamento tra le regioni dove saranno decise le chiusure, dove non si potrà entrare se non per "comprovate esigenze" di lavoro, salute e urgenza e lo stesso vale per chi deve uscire.