Istituti tecnici, al via la riforma: meno ore di italiano e geografia. Gilda Insegnanti: “Assetto allarmante”

Meno ore di geografia, seconda lingua comunitaria e italiano. È quanto previsto dal nuovo assetto orario introdotto dal D.M. del 19 febbraio 2026 dal MIM, per quanto riguarda gli Istituti Tecnici e operativo dall’anno scolastico 2026/2027.
Taglio alle ore di italiano e geografia nella riforma degli istituti tecnici
In particolare, si prevede un'ora in meno di italiano a settimana, ma evidente è soprattutto la riduzione delle ore per quanto riguarda la seconda lingua comunitaria, che in alcuni casi è pari a circa un terzo: nel biennio degli istituti tecnici ad indirizzo RIM (Relazioni Internazionali per il Marketing), ad esempio, attualmente il monte ore annuale è di 99 ore per classe, che corrispondono a tre ore settimanali. Con la riforma, invece, le ore annuali scendono a 66 per ciascun anno del biennio, ovvero due ore settimanali per classe, e addirittura all'ultimo anno del triennio diventa una sola.
Per quanto riguarda la geografia, nel settore tecnologico-ambientale, la disciplina scende a una sola ora settimanale nel primo anno, mentre negli istituti tecnici del settore economico, il taglio è del 30%: le sei ore complessive del biennio scendono a quattro, suddivise tra tre ore di geografia economica e una ora di geografia.
I sindacati: "Nuovo assetto allarmante"
Una piccola rivoluzione a scuola, che ha creato scompiglio, soprattutto tra i sindacati. La riforma dell'orario, infatti, è stata definitiva "allarmante" dalla Gilda degli Insegnanti, con il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana che ha parlato di "una tendenza che ci preoccupa, perché ci troviamo di fronte ad uno stato ‘taccagno' con la scuola! A fronte di risparmi risibili rispetto al bilancio del MIM, si vuole ridurre il tempo scuola negli Istituti Tecnici, cancellando ore di Geografia, seconda lingua comunitaria e Italiano. Da vent'anni, da quando abbiamo la riforma neoliberista dell'autonomia scolastica, assistiamo ad un progressivo smantellamento della scuola pubblica statale, che però resta l'unico vero ascensore sociale e l'ultimo baluardo culturale di questo stato. La conseguenza è il costante imbarbarimento a cui assistiamo".
Anche la FLC CGIL, in una lettera inviata al ministro Giuseppe Valditara, ha indicato la situazione "di grave criticità che si sta venendo a determinare negli istituti tecnici relativamente all’applicazione dei nuovi quadri orario pur in mancanza, per altro, del decreto relativo alle classi di concorso afferenti alle discipline del nuovo ordinamento". In particolare, si sottolinea come "questa riduzione si traduce inevitabilmente in una perdita di posti di lavoro, mentre la contrazione delle ore disciplinari impoverisce l’offerta formativa e la funzione educativa complessiva degli istituti tecnici".